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Simulatore SISTRI

Nuova funzionalità che consente di effettuare dei test

SISTRIÈ stata rilasciata, nell’area riservata raggiungibile mediante dispositivo USB, la nuova funzionalità che consente agli Utenti di esercitarsi nell’utilizzo dell’applicazione di movimentazione. Tale funzionalità permette di utilizzare tutti gli strumenti e i dati anagrafici reali in un ambiente appositamente dedicato che simula fedelmente l’ambiente di movimentazione.

Il Simulatore, producendo movimentazioni fittizie effettuate al solo scopo di test, si differenzia dall’ambiente reale di movimentazione per le seguenti caratteristiche:

  • l’email di conclusione del processo di movimentazione non viene inviata in quanto non sussiste l’esigenza di una notifica ufficiale;
  • il timbro digitale è sostituito dalla dicitura “fac-simile”;
  • il tracciamento del percorso non deve essere effettuato in quanto le movimentazioni sono simulate è non ha luogo un effettivo spostamento dei rifiuti indicati.

[fonte: SISTRI]

Nuovo Bando Inail Sicurezza

INAIL: finanziamenti a fondo perduto

Dispositivi di protezione individuale

 

Pubblicato un nuovo bando con cui INAIL finanzia le piccole e micro imprese operanti nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia, dell’estrazione e della lavorazione dei materiali lapidei per la realizzazione di progetti di innovazione tecnologica mirati al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Entità del contributo

Il contributo, in conto capitale, è erogato fino ad una misura massima corrispondente al 65 per cento dei costi sostenuti e documentati per la realizzazione del progetto, al netto dell’ Iva.

Quando e come

Dal 3 novembre 2014 e fino alle ore 18.00 del 3 dicembre 2014 le imprese hanno a disposizione, nella sezione Servizi online, una procedura informatica per inserire la domanda di partecipazione.

Per accedere alla procedura è necessario essere registrati sul portale Inail.

Per approfondimenti: www.inail.it

[fonte: INAIL]

Sicurezza: individuazione datore di lavoro – Società di capitali

Ruolo del presidente e di tutto il consiglio di amministrazione

Individuazione datore di lavoroAttraverso la sentenza di Cassazione Penale Sezione IV – n. 49402 del 9 dicembre 2013 la Corte di Cassazione fornisce una importante indicazione in merito all’individuazione del datore di lavoro nelle società di capitali.

In tema di sicurezza e di igiene del lavoro, nelle società di capitali il datore di lavoro si identifica con i soggetti effettivamente titolari dei poteri decisionali e di spesa all’interno dell’azienda, e quindi con i vertici dell’azienda stessa, ovvero nel presidente del consiglio di amministrazione, o amministratore delegato o componente del consiglio di amministrazione cui siano state attribuite le relative funzioni” con la conseguenza che “gli obblighi inerenti alla prevenzione degli infortuni posti dalla legge a carico del datore di lavoro, gravano indistintamente su tutti i componenti del consiglio di amministrazione“.

Ne discende”, prosegue quindi la Corte “la possibilità della coesistenza, all’interno della medesima impresa, di più figure aventi tutte la qualifica di datore di lavoro, cui incombe l’onere di valutare i rischi per la sicurezza, di individuare le necessarie misure di prevenzione e di controllare l’esatto adempimento degli obblighi di sicurezza”.

Marcatura CE prodotti metallici strutturali – Acciaio e alluminio

La norma EN 1090 e la marcatura CE

Campo di applicazione

Marcatura CE strutture metallicheL’Unione Europea con la Direttiva 89/106/CEE ha stabilito che i prodotti da costruzione devono essere marcati CE. Dal 1 luglio 2014 è entrata in vigore la norma EN 1090 [Norma UNI EN 1090-1:2009 “Esecuzione di strutture di acciaio e di alluminio Parte 1: Requisiti per la valutazione di conformità dei componenti strutturali”], che definisce i requisiti per la Marcatura CE di carpenteria in acciaio o in alluminio per uso strutturale.

Il campo di applicazione della EN 1090-1 risulta quindi piuttosto vasto e comprende componenti in acciaio e in alluminio utilizzati in diversi tipi di opere: capannoni, intelaiature per edifici residenziali o uffici, ponti in acciaio e calcestruzzo, viadotti, tralicci, stadi, grandi spazi espositivi. Gli elementi (prodotti o meno in serie) possono essere utilizzati direttamente nelle opere di destinazione o essere incorporati nelle stesse dopo essere  stati assemblati.

Dal 1 luglio 2014 non è più possibile immettere sul mercato prodotti rientranti nel Regolamento 305/2011 se sprovvisti di Marcatura CE, trattandosi di un requisito contrattuale e cogente. Il Regolamento 305/2011  ha avuto l’obiettivo di assicurare che i prodotti da costruzione che vengono immessi sul mercato fossero costruiti o realizzati in modo che l’opera di costruzione nella quale sono integrati rispettasse alcuni requisiti ritenuti essenziali per la sicurezza, la salute e altre esigenze di ordine collettivo dell’utenza. La “marcatura CE”, volontaria già dal 1 dicembre 2010, sostituisce l’attestazione di qualificazione del Servizio Tecnico Centrale per i produttori di carpenteria metallica (centri di trasformazione).

Certificazione aziendale e marcatura CE

Le aziende artigiane, le imprese, le officine di carpenteria,  tutti coloro che realizzano strutture metalliche che entrano nel campo di applicazione, devono pertanto rispettare i requisiti della norma EN 1090.

Dal punto di vista operativo l’iter di rilascio della autorizzazione alla marcatura CE secondo la norma UNI EN 1090-1:2009 prevede un riesame di adeguatezza del sistema posto in atto dal fabbricante con l’analisi della documentazione predisposta per soddisfare i requisiti della norma completato da una visita di valutazione atta a verificare che i requisiti stabiliti siano adeguatamente posti in essere. La Norma EN 1090 prevede 4 classi di esecuzione (denominate EXC1, EXC2, EXC3, EXC4), via via più restrittive, in base alle quali sono definiti i requisiti necessari.

Il processo da seguire per poter apporre il Marchio CE sul proprio prodotto varia a seconda della tipologia e della destinazione d’uso. In linea generale, il Fabbricante è tenuto ad implementare un Sistema di Controllo del Processo di Produzione di Fabbrica (FPC) e ad effettuare determinate prove in conformità alla Norma Armonizzata di riferimento. La conformità di tale sistema di controllo (Factory Production Control) deve essere poi certificata da un Organismo Notificato. Al termine di questo percorso, il Fabbricante può apporre sul prodotto la Marcatura CE.

 

Libretto di impianto – Nuovi modelli – Proroga

Climatizzazione estiva e invernale – Nuovi libretti

caldaia

I nuovi modelli

In attuazione di quanto previsto dal Decreto del Presidente della Repubblica 74/2013, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 marzo 2014 il Decreto ministeriale 10 febbraio 2014 che definisce i nuovi modelli per il libretto di impianto per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per il rapporto di efficienza energetica.

Gas fluorurati

La proroga

La scadenza inizialmente fissata per il 1° giugno 2014 è stata prorogata al 15 ottobre 2014: da quella data gli impianti termici devono essere muniti del nuovo libretto e per i controlli di efficienza energetica devono essere utilizzati i nuovi modelli.

 

I nuovi modelli sono reperibili a questo link.

Controlli e registrazioni

Controllo e manutenzione degli impianti termici

Le  operazioni   di   controllo   ed   eventuale   manutenzione dell’impianto devono essere eseguite da ditte abilitate ai sensi  del decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37, conformemente alle prescrizioni e con la periodicità contenute nelle istruzioni tecniche per l’uso  e  la  manutenzione  rese  disponibili dall’impresa installatrice dell’impianto  ai  sensi  della  normativa vigente. Qualora  l’impresa  installatrice  non  abbia  fornito  proprie istruzioni specifiche,  o  queste  non  siano  piu’  disponibili,  le
operazioni di controllo ed eventuale manutenzione degli apparecchi  e dei dispositivi facenti parte  dell’impianto  termico  devono  essere eseguite  conformemente  alle  prescrizioni  e  con  la  periodicità
contenute nelle istruzioni tecniche relative allo  specifico  modello elaborate dal fabbricante ai sensi della normativa vigente.

Controlli di efficienza energetica

In  occasione  degli  interventi  di  controllo  ed   eventuale manutenzione  su   impianti   termici   di
climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale  maggiore di 10 kW e  sugli  impianti  di  climatizzazione  estiva  di  potenza termica utile nominale maggiore di 12 kW, si effettua un controllo di
efficienza energetica. Il controllo riguarda in particolare il sottosistema di generazione, la verifica della presenza e della funzionalità  dei  sistemi di  regolazione  della  temperatura  centrale  e  locale  nei  locali
climatizzati e la verifica della presenza e della funzionalità dei  sistemi di trattamento dell’acqua, dove previsti.

Al  termine  delle  operazioni  di  controllo,  l’operatore  che effettua  il  controllo  provvede  a  redigere  e  sottoscrivere  uno specifico  Rapporto  di  controllo  di  efficienza  energetica,  come
indicato nell’Allegato A del decreto.

Ispezioni degli organismi di controllo

Ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto  legislativo,  le autorità competenti  effettuano  gli  accertamenti  e  le  ispezioni necessari all’osservanza delle norme  relative  al  contenimento  dei consumi di  energia  nell’esercizio  e  manutenzione  degli  impianti termici, secondo criteri definiti dal decreto.

Simulatore SISTRI

Nuova funzionalità che consente di effettuare dei test

SISTRIÈ stata rilasciata, nell’area riservata raggiungibile mediante dispositivo USB, la nuova funzionalità che consente agli Utenti di esercitarsi nell’utilizzo dell’applicazione di movimentazione. Tale funzionalità permette di utilizzare tutti gli strumenti e i dati anagrafici reali in un ambiente appositamente dedicato che simula fedelmente l’ambiente di movimentazione.

Il Simulatore, producendo movimentazioni fittizie effettuate al solo scopo di test, si differenzia dall’ambiente reale di movimentazione per le seguenti caratteristiche:

  • l’email di conclusione del processo di movimentazione non viene inviata in quanto non sussiste l’esigenza di una notifica ufficiale;
  • il timbro digitale è sostituito dalla dicitura “fac-simile”;
  • il tracciamento del percorso non deve essere effettuato in quanto le movimentazioni sono simulate è non ha luogo un effettivo spostamento dei rifiuti indicati.

[fonte: SISTRI]

Nuovo Bando Inail Sicurezza

INAIL: finanziamenti a fondo perduto

Dispositivi di protezione individuale

 

Pubblicato un nuovo bando con cui INAIL finanzia le piccole e micro imprese operanti nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia, dell’estrazione e della lavorazione dei materiali lapidei per la realizzazione di progetti di innovazione tecnologica mirati al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Entità del contributo

Il contributo, in conto capitale, è erogato fino ad una misura massima corrispondente al 65 per cento dei costi sostenuti e documentati per la realizzazione del progetto, al netto dell’ Iva.

Quando e come

Dal 3 novembre 2014 e fino alle ore 18.00 del 3 dicembre 2014 le imprese hanno a disposizione, nella sezione Servizi online, una procedura informatica per inserire la domanda di partecipazione.

Per accedere alla procedura è necessario essere registrati sul portale Inail.

Per approfondimenti: www.inail.it

[fonte: INAIL]

Sicurezza: individuazione datore di lavoro – Società di capitali

Ruolo del presidente e di tutto il consiglio di amministrazione

Individuazione datore di lavoroAttraverso la sentenza di Cassazione Penale Sezione IV – n. 49402 del 9 dicembre 2013 la Corte di Cassazione fornisce una importante indicazione in merito all’individuazione del datore di lavoro nelle società di capitali.

In tema di sicurezza e di igiene del lavoro, nelle società di capitali il datore di lavoro si identifica con i soggetti effettivamente titolari dei poteri decisionali e di spesa all’interno dell’azienda, e quindi con i vertici dell’azienda stessa, ovvero nel presidente del consiglio di amministrazione, o amministratore delegato o componente del consiglio di amministrazione cui siano state attribuite le relative funzioni” con la conseguenza che “gli obblighi inerenti alla prevenzione degli infortuni posti dalla legge a carico del datore di lavoro, gravano indistintamente su tutti i componenti del consiglio di amministrazione“.

Ne discende”, prosegue quindi la Corte “la possibilità della coesistenza, all’interno della medesima impresa, di più figure aventi tutte la qualifica di datore di lavoro, cui incombe l’onere di valutare i rischi per la sicurezza, di individuare le necessarie misure di prevenzione e di controllare l’esatto adempimento degli obblighi di sicurezza”.

Marcatura CE prodotti metallici strutturali – Acciaio e alluminio

La norma EN 1090 e la marcatura CE

Campo di applicazione

Marcatura CE strutture metallicheL’Unione Europea con la Direttiva 89/106/CEE ha stabilito che i prodotti da costruzione devono essere marcati CE. Dal 1 luglio 2014 è entrata in vigore la norma EN 1090 [Norma UNI EN 1090-1:2009 “Esecuzione di strutture di acciaio e di alluminio Parte 1: Requisiti per la valutazione di conformità dei componenti strutturali”], che definisce i requisiti per la Marcatura CE di carpenteria in acciaio o in alluminio per uso strutturale.

Il campo di applicazione della EN 1090-1 risulta quindi piuttosto vasto e comprende componenti in acciaio e in alluminio utilizzati in diversi tipi di opere: capannoni, intelaiature per edifici residenziali o uffici, ponti in acciaio e calcestruzzo, viadotti, tralicci, stadi, grandi spazi espositivi. Gli elementi (prodotti o meno in serie) possono essere utilizzati direttamente nelle opere di destinazione o essere incorporati nelle stesse dopo essere  stati assemblati.

Dal 1 luglio 2014 non è più possibile immettere sul mercato prodotti rientranti nel Regolamento 305/2011 se sprovvisti di Marcatura CE, trattandosi di un requisito contrattuale e cogente. Il Regolamento 305/2011  ha avuto l’obiettivo di assicurare che i prodotti da costruzione che vengono immessi sul mercato fossero costruiti o realizzati in modo che l’opera di costruzione nella quale sono integrati rispettasse alcuni requisiti ritenuti essenziali per la sicurezza, la salute e altre esigenze di ordine collettivo dell’utenza. La “marcatura CE”, volontaria già dal 1 dicembre 2010, sostituisce l’attestazione di qualificazione del Servizio Tecnico Centrale per i produttori di carpenteria metallica (centri di trasformazione).

Certificazione aziendale e marcatura CE

Le aziende artigiane, le imprese, le officine di carpenteria,  tutti coloro che realizzano strutture metalliche che entrano nel campo di applicazione, devono pertanto rispettare i requisiti della norma EN 1090.

Dal punto di vista operativo l’iter di rilascio della autorizzazione alla marcatura CE secondo la norma UNI EN 1090-1:2009 prevede un riesame di adeguatezza del sistema posto in atto dal fabbricante con l’analisi della documentazione predisposta per soddisfare i requisiti della norma completato da una visita di valutazione atta a verificare che i requisiti stabiliti siano adeguatamente posti in essere. La Norma EN 1090 prevede 4 classi di esecuzione (denominate EXC1, EXC2, EXC3, EXC4), via via più restrittive, in base alle quali sono definiti i requisiti necessari.

Il processo da seguire per poter apporre il Marchio CE sul proprio prodotto varia a seconda della tipologia e della destinazione d’uso. In linea generale, il Fabbricante è tenuto ad implementare un Sistema di Controllo del Processo di Produzione di Fabbrica (FPC) e ad effettuare determinate prove in conformità alla Norma Armonizzata di riferimento. La conformità di tale sistema di controllo (Factory Production Control) deve essere poi certificata da un Organismo Notificato. Al termine di questo percorso, il Fabbricante può apporre sul prodotto la Marcatura CE.

 

Libretto di impianto – Nuovi modelli – Proroga

Climatizzazione estiva e invernale – Nuovi libretti

caldaia

I nuovi modelli

In attuazione di quanto previsto dal Decreto del Presidente della Repubblica 74/2013, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 marzo 2014 il Decreto ministeriale 10 febbraio 2014 che definisce i nuovi modelli per il libretto di impianto per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per il rapporto di efficienza energetica.

Gas fluorurati

La proroga

La scadenza inizialmente fissata per il 1° giugno 2014 è stata prorogata al 15 ottobre 2014: da quella data gli impianti termici devono essere muniti del nuovo libretto e per i controlli di efficienza energetica devono essere utilizzati i nuovi modelli.

 

I nuovi modelli sono reperibili a questo link.

Controlli e registrazioni

Controllo e manutenzione degli impianti termici

Le  operazioni   di   controllo   ed   eventuale   manutenzione dell’impianto devono essere eseguite da ditte abilitate ai sensi  del decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37, conformemente alle prescrizioni e con la periodicità contenute nelle istruzioni tecniche per l’uso  e  la  manutenzione  rese  disponibili dall’impresa installatrice dell’impianto  ai  sensi  della  normativa vigente. Qualora  l’impresa  installatrice  non  abbia  fornito  proprie istruzioni specifiche,  o  queste  non  siano  piu’  disponibili,  le
operazioni di controllo ed eventuale manutenzione degli apparecchi  e dei dispositivi facenti parte  dell’impianto  termico  devono  essere eseguite  conformemente  alle  prescrizioni  e  con  la  periodicità
contenute nelle istruzioni tecniche relative allo  specifico  modello elaborate dal fabbricante ai sensi della normativa vigente.

Controlli di efficienza energetica

In  occasione  degli  interventi  di  controllo  ed   eventuale manutenzione  su   impianti   termici   di
climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale  maggiore di 10 kW e  sugli  impianti  di  climatizzazione  estiva  di  potenza termica utile nominale maggiore di 12 kW, si effettua un controllo di
efficienza energetica. Il controllo riguarda in particolare il sottosistema di generazione, la verifica della presenza e della funzionalità  dei  sistemi di  regolazione  della  temperatura  centrale  e  locale  nei  locali
climatizzati e la verifica della presenza e della funzionalità dei  sistemi di trattamento dell’acqua, dove previsti.

Al  termine  delle  operazioni  di  controllo,  l’operatore  che effettua  il  controllo  provvede  a  redigere  e  sottoscrivere  uno specifico  Rapporto  di  controllo  di  efficienza  energetica,  come
indicato nell’Allegato A del decreto.

Ispezioni degli organismi di controllo

Ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto  legislativo,  le autorità competenti  effettuano  gli  accertamenti  e  le  ispezioni necessari all’osservanza delle norme  relative  al  contenimento  dei consumi di  energia  nell’esercizio  e  manutenzione  degli  impianti termici, secondo criteri definiti dal decreto.

Notifica degli insediamenti industriali: il nuovo modello MUN

Startup e modello MUN

Obbligo di notifica insediamenti industriali

Nuove attività e modello unicoL’obbligo della notifica degli insediamenti industriali è stato previsto nell’ordinamento giuridico italiano a partire dal DPR 303/1956, per chiunque intendesse costruire, ampliare o modificare un edificio o un
locale per adibirlo a lavorazioni industriali.

Con il D.Lgs. n. 81/2008, questo adempimento è stato ripreso all’art. 67 e poi “alleggerito” prima con il D.Lgs. n. 106/2009 e poi dall’art. 32, comma 1, lettera e), del D.L. n. 69/2013, che, in effetti, ha introdotto
importanti semplificazioni che hanno raccordato la disciplina antinfortunistica con quella dello Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP).

In particolare il DL 69/2013 ha previsto il Modello Unico Nazionale (MUN) di comunicazione che è stato recentemente definito dal DL 18 aprile 2014.

Soggetti obbligati

L’obbligo di presentazione del nuovo MUN ricade sui datori di lavoro, pubblici e privati, che occupano lavoratori subordinati ed equiparati [secondo la definizione contenuta nell’art. 2, comma 1, lettera b) - DLgs 81/2008], nei casi di costruzione e di realizzazione di edifici o locali da adibire a “lavorazioni industriali”, nonché nei casi di ampliamenti e di ristrutturazioni di quelli esistenti a condizione che nel nuovo insediamento (o in quello da modificare) sia prevista la presenza di più di tre lavoratori.

Si osservi che nel computo non devono essere considerati solo i lavoratori subordinati, bensì anche gli equiparati, quali i soci lavoratori, gli associati in partecipazione d’opera, i collaboratori coordinati e continuativi e i lavoratori a progetto, che svolgono la propria prestazione nei luoghi di lavoro
del committente, nonché i lavoratori a tempo determinato e part-time.

Presentazione

L’invio del modello dovrà avvenire prima dell’esecuzione dell’intervento tramite lo sportello unico per le attività produttive (SUAP) con le modalità stabilite dal regolamento di cui al D.P.R. 7 settembre 2010, n. 160, che dovrà provvedere a trasmettere in via telematica all’organo di vigilanza competente per territorio il modello con i relativi allegati (art. 67, commi 2 e 3).

Che cosa deve contenere

Il MUN essere redatto conformemente all’Allegato 1 al D.I. 18 aprile 2014: nel modello devono essere riportate una serie d’informazioni relative sia all’impresa che alle diverse fasi del ciclo di lavorazione e i principali rischi associati: le fasi del ciclo lavorativo, l’elenco delle attrezzature di lavoro, delle macchine, degli apparecchi, degli utensili, degli impianti, sia di produzione che di servizio (climatizzazione, riscaldamento, ecc.), le materie prime, i semilavorati e le sostanze e i prodotti impiegati, gli scarti di lavorazione (quindi, anche i rifiuti), le mansioni/postazioni e i principali rischi per la salute e la sicurezza.

Al MUN deve essere allegata la planimetria dell’edificio sul quale è attuato l’intervento edilizio con indicate le strutture in costruzione e quelle in demolizione, il lay-out, la destinazione d’uso di ogni singolo locale, la presenza di locali sotterranei o semisotterranei.

 

Regione Lombardia: domande frequenti sull’AUA

Autorizzazione Unica Ambientale – Le FAQ di Regione Lombardia

FAQ - AUA - Regione LombardiaCon la pubblicazione della recente DDG n. 5512 del 25/06/2014 che ha introdotto il nuovo modello unico per la presentazione dell’istanza di AUA, Regione Lombardia ha pubblicato anche numerose risposte a domande frequenti in materia di AUA.

Si ricorda che l’AUA rappresenta un unico provvedimento autorizzativo che sostituisce e comprende sette titoli abilitativi in materia ambientale (autorizzazione agli scarichi, comunicazione preventiva per l’utilizzazione agronomica degli effluenti, autorizzazione alle emissioni in atmosfera ordinarie, autorizzazione generale per le emissioni in atmosfera per le attività in deroga, comunicazione o nulla osta per la previsione di impatto acustico, autorizzazione all’utilizzo dei fanghi derivanti dal processo di depurazione in agricoltura, comunicazioni in materia di recupero di rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi).

Riportiamo nel seguito alcuni quesiti, tra i più rilevanti, seguiti dalle relative risposte.

Chi è soggetto ad AUA ?

In base all’art. 1 del Regolamento le nuove disposizioni si applicano sia alle piccole e medie imprese, sia ad «impianti» non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale (AIA), per i quali, in assenza di una definizione puntuale all’interno del Regolamento, sarà necessario riferirsi alle disposizioni contenute nel d.lgs. 152/06, nonché nelle norme relative agli atti autorizzativi sostituiti dall’AUA che conservano la loro efficacia ai fini applicativi ed interpretativi del decreto in esame.
Sono esclusi dall’AUA:

  • gli impianti soggetti ad AIA;
  • i progetti sottoposti a V.I.A. (art. 26 del D.gls n. 152/2006)
  • le procedure ordinarie per i rifiuti (art. 208 del D.lgs n. 152/2006)
  • gli impianti FER (D.lgs. 387/2003);
  • le Attività soggette alla direttiva «nitrati» (direttiva «nitrati» 2011/721/UE)
  • agli impianti asservititi ad attività di bonifica/MISE
  • agli impianti di depurazione acque reflue urbane, inclusi gli impianti tecnicamente connessi (ad es. sfioratori)

Quando è obbligatorio richiedere l’AUA?

E’ obbligatorio richiedere l’AUA quando tra i titoli necessari all’esercizio dell’attività vi sia almeno una “autorizzazione espressa”, ossia uno dei titoli di cui alle lettere a “autorizzazione allo scarico”, c) “autorizzazione alle emissioni in atmosfera ex art. 269” o f) “autorizzazione all’utilizzo di fanghi da depurazione” dell’art. 3 comma 1 del DPR 59/2013.

Il Gestore dovrà pertanto richiedere l’AUA:
- sia al momento della prima richiesta, rinnovo o modifica sostanziale di una delle tre “autorizzazioni espresse” sopra richiamate;
- sia al momento del rinnovo di una “comunicazione” (es. comunicazione in materia di rifiuti ex art. 214 del d.lgs 152/06) nel caso in cui l’attività sia soggetta anche ad almeno una “autorizzazione espressa” di cui sopra.

Il Gestore, viceversa, può NON avvalersi dell’AUA:
- nei casi in cui l’attività sia soggetta solo a “comunicazioni” o “autorizzazioni di carattere generale alle emissioni in atmosfera”;
- nei casi in cui intenda presentare/aggiornare “l’autorizzazioni di carattere generale alle emissioni in atmosfera” anche nel caso in cui l’attività sia soggetta ad una “autorizzazione espressa”.

Cosa deve essere presentato nella domanda AUA?

La domanda di AUA dovrà comprendere tutte le autorizzazioni ed i titoli richiesti ai fini dell’esercizio dell’impianto. Pertanto, alla scadenza (o modifica sostanziale) del primo titolo, il Gestore che deve o intende richiedere l’AUA presenta la documentazione necessaria per l’istruttoria del/i titolo/i in scadenza – compilando le relative schede della modulistica -, indicando gli altri titoli, ancora validi, di cui è in possesso.
Nei casi in cui le condizioni d’esercizio o le informazioni contenute nei titoli abilitativi preesistenti non siano mutate, si potrà far riferimento alla documentazione già in possesso ed il Gestore dovrà fornire i riferimenti autorizzativi vigenti e dichiarare, ai sensi del d.p.r. n. 445/2000 recante «Disposizioni legislative in materia di documentazione amministrativa», l’invarianza delle condizioni e dei presupposti alla base del precedente rilascio.
E’ comunque facoltà dell’autorità competente, valutare, sulla base di elementi di carattere ambientale e territoriale o nuove disposizioni legislative, l’opportunità di effettuare una verifica dei contenuti e delle prescrizioni degli altri titoli sostituiti – anche sulla scorta della durata residui di questi – al fine di prevederne un aggiornamento.

Vedi tutte le domande: Domande frequenti – FAQ AUA

Nuovo modello AUA – Regione Lombardia

Definito il modello unico Regione Lombardia per l’autorizzazione unica ambientale (AUA)

AIA

Regione Lombardia ha provveduto a definire con DDG n. 5512 del 25/6/2014 il modello unico regionale per la presentazione dell’istanza AUA, costituito da una PARTE GENERALE, n. 7 SCHEDE SETTORIALI e i «MODELLI» da utilizzare quali fac-simile degli allegati previsti dalle Schede.

Nel seguito sono illustrate le principali novità.

 

Disponibilità immediata sulla piattaforma MUTA

La modulistica e le specifiche tecniche di interoperabilità sono immediatamente disponibili nella piattaforma regionale MUTA (Modello Unico Trasmissione Atti), all’indirizzo internet www.muta.servizirl.it, nonché sul portale nazionale www.impresainungiorno.gov.it.
In ottemperanza a quanto previsto dal DPR 160/2010, laddove sia attiva presso un SUAP una modalità telematica di compilazione guidata e di gestione delle istanze in formato standard XML, i soggetti gestori sono tenuti all’inoltro delle stesse utilizzando esclusivamente la suddetta modalità, con l’esclusione di utilizzo della posta elettronica certificata per l’invio al SUAP.

Fase transitoria

E’ prevista una fase transitoria, fino al 31 ottobre 2014, per l’integrazione delle specifiche tecniche di interoperabilità nei sistemi e degli applicativi informatici in uso presso le Autorità Competenti e i SUAP e per valutare eventuali aggiornamenti dei contenuti della modulistica;  in tale periodo transitorio, in assenza di modalità telematica di compilazione guidata e di gestione delle istanze in formato standard XML, la domanda può essere presentata e gestita secondo le modalità telematiche già in uso presso i SUAP o utilizzando la piattaforma regionale MUTA;

Riferimento unico

La modulistica regionale unificata AUA e le specifiche di interoperabilità per l’interscambio informativo tra gli Enti coinvolti, già utilizzabili attraverso le piattaforme camerali e regionali, costituiscono il riferimento su tutto il territorio lombardo per la presentazione delle istanze per il rilascio di Autorizzazioni Uniche Ambientali (AUA), e saranno comunque obbligatorie a partire dal 1° novembre 2014;

Registro Regionale AUA

I SUAP provvedono alla trasmissione delle istanze ricevute e delle AUA rilasciate al Registro Regionale AUA, attivo nella piattaforma MUTA, per le attività di monitoraggio previste dalle norme.

Domande frequenti – FAQ AUA

[fonte: portale Regione Lombardia]

SISTRI – Cancellazione e versamento contributo

Scadenza 30 giugno 2014 – Chiarimenti dal Ministero

ministero-ambienteProcedura di cancellazione in corso e obbligo di versamento

Con comunicato del 24 giugno 2014 il Ministero dell’Ambiente ha fornito una importante precisazione circa l’obbligo di versamento in relazione alla procedura di cancellazione: “i soggetti già iscritti al SISTRI, che, ai sensi dell’Art. 11 del Decreto Legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito con modificazioni dalla Legge 30 ottobre 2013, n. 125, e del Decreto del Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare del 24 aprile 2014, non sono tenuti ad aderire né aderiscono volontariamente al sistema, non devono versare il contributo annuale alla scadenza del 30 giugno 2014, anche se a tale data la procedura di cancellazione dell’iscrizione non è stata avviata o non è conclusa.”

Procedure e modalità semplificate in vista

Inoltre il Ministero precisa che saranno definite procedure e modalità semplificate per:

  • cancellazione;
  • restituzione dei dispositivi USB e delle Black Box.

In particolare, come scrive il Ministero: “procedure e modalità semplificate, sentite le Associazioni di Categoria, per la cancellazione dal SISTRI dei soggetti iscritti che non sono tenuti ad aderire al sistema medesimo, nonché per la restituzione dei dispositivi USB e Black Box saranno definite con ulteriore comunicazione. Resta fermo l’obbligo e la responsabilità della corretta conservazione dei dispositivi USB e Black Box a carico degli utenti ai quali detti dispositivi sono stati consegnati in comodato d’uso.”

SISTRI – Comunicato_20140624

Scadenza contributo sistri

Termine per il versamento fissato al 30 giugno 2014

Il termine

ministero-ambiente

Si ricorda che entro il 30 giugno 2014, i produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi obbligati all’utilizzo del SISTRI, devono versare il relativo contributo e darne comunicazione: art. 4 comma 1 DM 24 aprile 2014: “1. I soggetti tenuti ad aderire al SISTRI sono tenuti al versamento del contributo annuale entro il 30 giugno 2014, nella misura e con le modalità previste dalle disposizioni vigenti. Effettuato il pagamento dei contributi dovuti, gli operatori dovranno comunicare al SISTRI gli estremi di pagamento esclusivamente tramite accesso all’area «gestione aziende» disponibile sul portale SISTRI in area autenticata.

Come fare

All’interno del portale sistri è presente il link “GESTIONE AZIENDA” nel quale è disponibile una nuova funzionalità che consente agli Utenti di effettuare in piena autonomia:

  • la determinazione dell’importo dei pagamenti dovuti;
  • la comunicazione degli estremi dei pagamenti effettuati;
  • l’inoltro dei documenti di attestazione dell’avvenuto pagamento.

Eventuale cancellazione (produttori non più soggetti)

A seguito delle modifiche riportate con il DM 24 aprile 2014, è stato abrogato l’obbligo di iscrizione al SISTRI per tutti gli enti le imprese con meno di 10 dipendenti anche se produttrici iniziali di rifiuti speciali pericolosi; inoltre sono state esclusi dall’obbligo, indipendentemente dal numero dei dipendenti, le imprese agricole, agroindustriali, di pesca professionale e di acquacultura, che conferiscono i propri rifiuti a circuiti organizzati di raccolta. Per chi avesse effettuato l’iscrizione ma, a seguito delle successive modifiche di legge, non dovesse risultare più soggetto, è possibile effettuare la cancellazione, anche al fine di non dover versare il contributo SISTRI.

Soggetti obbligati

Si ricorda che sono soggetti a SISTRI:

  • enti e imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi con più di 10 dipendenti (escluse le imprese agricole che conferiscono i propri rifiuti nell’ambito dei circuiti organizzati di raccolta)
  • enti e imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi che effettuano attività di stoccaggio di cui all’articolo 183, comma 1, lettera aa) del decreto legislativo n. 152/2006
  • enti e imprese che raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale, compresi i vettori esteri che operano sul territorio nazionale
  • enti e imprese che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti urbani pericolosi e rifiuti speciali pericolosi
  • i nuovi produttori che trattano o producono rifiuti pericolosi in caso di trasporto intermodale, i soggetti ai quali sono affidati i rifiuti speciali pericolosi in attesa della presa in carico dei medesimi da parte dell’impresa navale o ferroviaria o dell’impresa che effettua il successivo trasporto
  • Comuni, enti e imprese che effettuano attività di raccolta e trasporto, recupero e smaltimento dei rifiuti urbani della Regione Campania.

Fino al 31 dicembre 2014 l’impiego del SISTRI deve avvenire contestualmente ai tradizionali adempimenti cartacei costituiti da registri di carico/scarico e formulario di trasporto rifiuti.

Per maggiori chiarimenti: contattaci.