Post recenti

<< >>

Emissioni in atmosfera – Novità

Nuove attività scarsamente rilevanti

Emissioni in atmosferaCon il DM 15 gennaio 2014 è stato ulteriormente ampliato l’elenco delle attività ritenute “scarsamente rilevanti” già oggetto di modifiche con il Decreto Fare dell’estate scorsa (si veda questo link per un approfondimento specifico).

Nell’allegato IV, parte I, alla parte quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (attività in deroga soggette sostanzialmente alla sola comunicazione al comune), è stata quindi modificata la lettera p) nel modo seguente:

« p) Impianti di trattamento delle acque, escluse le linee di trattamento dei fanghi, fatto salvo quanto previsto dalla lettera p -bis )»;

ed è quindi inserita la seguente lettera:

«p -bis ) Linee di trattamento dei fanghi che operano nell’ambito di impianti di trattamento delle acque reflue con potenzialità inferiore a 10.000 abitanti equivalenti per trattamenti di tipo biologico e inferiore a 10 m3/h di acque trattate per trattamenti di tipo chimico/fisico; in caso di impianti che prevedono sia un trattamento biologico, sia un trattamento chimico/fi sico, devono essere rispettati entrambi i requisiti.

Gli impianti di questo tipo non sono soggetti ad autorizzazione bensì a sola comunicazione.

Emilia Romagna – SUAP e parere AUSL

Nuovi Insediamenti Produttivi e avvio attività

nuovi insediamenti produttiviIn data 17 febbraio 2014 con Delibera 193 la Regione Emilia-Romagna ha approvato, per i soli casi di attività con significativo impatto con l’ambiente e la salute (indicati in uno specifico allegato), la possibilità per i SUAP di avvalersi del parere dei Dipartimenti di Sanità Pubblica delle AUSL per la valutazione preventiva dei requisiti igienico-sanitari degli insediamenti produttivi e di servizio in caso di presentazione di SCIA o di richiesta di permesso di costruire.

Il supporto tecnico è fornito, in via transitoria, fino all’emanazione degli atti regionali di coordinamento, previsti dall’art. 12 della lr 15/2013 (Semplificazione della disciplina edilizia), che devono predefinire in modo uniforme sul territorio regionale i requisiti edilizi igienico sanitari per le attività impattanti.

La richiesta può essere fatta dai SUAP anche su istanza del privato.

Il parere dovrà essere rilasciato entro 20 giorni ed è soggetto a pagamento secondo quanto previsto dal tariffario regionale.

La delibera: apri.

Quali le attività comprese

Alcuni esempi:

  • Attività industriali ed artigianali di tipo produttivo o manifatturiero
  • Attività zootecniche
  • Attività di servizio: ospedali, strutture sanitarie pubbliche o private
  • Scuole
  • Strutture ricettive (con più di 25 posti letto), termali, aperte al pubblico e destinate allo sport (piscine cat. A, impianti sportivi, palestre) o allo spettacolo (cinema o teatri con più di 100 posti)
  • Autocarrozzerie, lavanderie, strutture di vendita con superficie lorda superiore a 1000 mq.

RSPP datore di lavoro

Aggiornamento della formazione RSPP “esonerato”

Aggiornamento RSPPI datori di lavoro che svolgono direttamente la funzione di RSPP esonerati dalla frequenza ai corsi in base all’art. 95 dell’ex D. Lgs. 626/94, sono stati assoggettati comunque ad aggiornamento obbligatorio dagli Accordi Stato – Regioni; l’ aggiornamento previsto sarebbe dovuto avvenire entro l’11 gennaio 2014.

Come specificato dagli accordi, l’aggiornamento che ha periodicità quinquennale (cinque anni a decorrere dalla data di pubblicazione del presente accordo) e ha durata variabile in relazione al livello di rischio dell’attività:

  • RISCHIO BASSO - 6 ore
  • RISCHIO MEDIO – 10 ore
  • RISCHIO ALTO – 14 ore

L’obbligo di aggiornamento “va preferibilmente distribuito nell’arco temporale di riferimento e si applica anche a coloro che abbiano frequentato i corsi di cui all’articolo 3 del decreto ministeriale 16 gennaio 1997 (di seguito decreto ministeriale 16 gennaio 1997) e agli esonerati dalla frequenza dei corsi, ai sensi dell’art. 95 del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626.

Per gli esonerati appena richiamati il primo termine dell’aggiornamento è individuato in 24 mesi dalla data di pubblicazione del presente accordo e si intende assolto con la partecipazione ad iniziative specifiche aventi ad oggetto i medesimi contenuti previsti per la formazione del DL SPP di cui al punto 5.

Novità gli impianti termici

Impianti termici: dal 01 giugno nuovi libretti

Libretto di impianto e rapporto di efficienza

caldaiaÈ stato pubblicato il DM 10 febbraio 2014 del Ministero dello Sviluppo economico, che contiene i modelli di libretto e rapporto di controllo previsti dal “Regolamento in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici” (DPR n. 74/2013)

Dal 01 giugno 2014 gli impianti termici devono essere muniti di apposito “Libretto di impianto per la climatizzazione”. Al termine di ogni intervento di controllo e manutenzione deve inoltre essere redatto il “Rapporto di efficienza energetica”.

Il Rapporto di efficienza energetica riguarda soltanto gli impianti termici di climatizzazione invernale di potenza utile nominale maggiore di 10 kW e di climatizzazione estiva di potenza utile nominale maggiore di 12 kW, con o senza produzione di acqua calda sanitaria.

La nuova disciplina non si applica agli impianti termici alimentati esclusivamente con fonti rinnovabili di cui al decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, ferma restando la compilazione del libretto.

Nel caso di dismissione dall’impianto senza sostituzione di componenti o apparecchi, le relative schede sono conservate dal responsabile dell’impianto per almeno 5 anni dalla data di dismissione.

Il Libretto può essere redatto anche in formato PDF o elettronico. In questo caso deve essere disponibile copia conforme del file su carta, per le eventuali ispezioni autorità competente.

Impianti esistenti

Per gli impianti esistenti alla data del 1° giugno 2014, i “libretti di centrale” ed i “libretti di impianto”, già compilati e conformi rispettivamente ai modelli riportati negli allegati I e II del decreto ministeriale 17 marzo 2003, devono essere allegati al Libretto.

Al fine di facilitare e uniformare la compilazione dei libretto di impianto per la climatizzazione e dei rapporti di controllo di efficienza energetica, il CTI (http://www.cti2000.it/) mette a disposizione degli esempi applicativi per le tipologie impiantistiche piu’ diffuse.

 

MUD 2014

Modello Unico di Dichiarazione ambientale 2014

mud 2014Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha emanato, in data 12 dicembre 2013, il decreto relativo all’”Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale [MUD] per l’anno 2014”, pubblicato sul Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 27 dicembre 2013

La dichiarazione MUD, riferita alle operazioni effettuate nel corso del 2013, deve essere presentata entro il 30 aprile 2014.

Soggetti obbligati

La comunicazione deve essere presentata da parte dei seguenti soggetti:

  • Comunicazione Rifiuti speciali
    • Chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti;
    • Commercianti ed intermediari di rifiuti senza detenzione;
    • Imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti;
    • Imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi;
    • Imprese agricole che producono rifiuti pericolosi con un volume di affari annuo superiore a Euro 8.000,00;
    • Imprese ed enti produttori che hanno più di dieci dipendenti e sono produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali e da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi (così come previsto dall’articolo 184 comma 3 lettere c), d) e g)).
  • Comunicazione Veicoli Fuori Uso
    • Soggetti che effettuano le attività di trattamento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali.
  • Comunicazione Imballaggi
    • CONAI o altri soggetti di cui all’articolo 221, comma 3, lettere a) e c).
  • Comunicazione Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche
    • soggetti coinvolti nel ciclo di gestione dei RAEE rientranti nel campo di applicazione del D.Lgs. 151/2005.
  • Comunicazione Rifiuti Urbani, Assimilati e raccolti in convenzione
    • soggetti istituzionali responsabili del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati.
  • Comunicazione Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche
    • produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche iscritti al Registro Nazionale e Sistemi Collettivi di Finanziamento.

Vedi anche: Dichiarazione annuale rifiuti MUD.

Come fare

Chi avesse necessità di un supporto per la presentazione o per verificare la propria posizione può contattarci attraverso questo link oppure: tel. 0376 588053 – email matteomelli.studio@gmail.com.

Emissioni in atmosfera – Novità

Nuove attività scarsamente rilevanti

Emissioni in atmosferaCon il DM 15 gennaio 2014 è stato ulteriormente ampliato l’elenco delle attività ritenute “scarsamente rilevanti” già oggetto di modifiche con il Decreto Fare dell’estate scorsa (si veda questo link per un approfondimento specifico).

Nell’allegato IV, parte I, alla parte quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (attività in deroga soggette sostanzialmente alla sola comunicazione al comune), è stata quindi modificata la lettera p) nel modo seguente:

« p) Impianti di trattamento delle acque, escluse le linee di trattamento dei fanghi, fatto salvo quanto previsto dalla lettera p -bis )»;

ed è quindi inserita la seguente lettera:

«p -bis ) Linee di trattamento dei fanghi che operano nell’ambito di impianti di trattamento delle acque reflue con potenzialità inferiore a 10.000 abitanti equivalenti per trattamenti di tipo biologico e inferiore a 10 m3/h di acque trattate per trattamenti di tipo chimico/fisico; in caso di impianti che prevedono sia un trattamento biologico, sia un trattamento chimico/fi sico, devono essere rispettati entrambi i requisiti.

Gli impianti di questo tipo non sono soggetti ad autorizzazione bensì a sola comunicazione.

Emilia Romagna – SUAP e parere AUSL

Nuovi Insediamenti Produttivi e avvio attività

nuovi insediamenti produttiviIn data 17 febbraio 2014 con Delibera 193 la Regione Emilia-Romagna ha approvato, per i soli casi di attività con significativo impatto con l’ambiente e la salute (indicati in uno specifico allegato), la possibilità per i SUAP di avvalersi del parere dei Dipartimenti di Sanità Pubblica delle AUSL per la valutazione preventiva dei requisiti igienico-sanitari degli insediamenti produttivi e di servizio in caso di presentazione di SCIA o di richiesta di permesso di costruire.

Il supporto tecnico è fornito, in via transitoria, fino all’emanazione degli atti regionali di coordinamento, previsti dall’art. 12 della lr 15/2013 (Semplificazione della disciplina edilizia), che devono predefinire in modo uniforme sul territorio regionale i requisiti edilizi igienico sanitari per le attività impattanti.

La richiesta può essere fatta dai SUAP anche su istanza del privato.

Il parere dovrà essere rilasciato entro 20 giorni ed è soggetto a pagamento secondo quanto previsto dal tariffario regionale.

La delibera: apri.

Quali le attività comprese

Alcuni esempi:

  • Attività industriali ed artigianali di tipo produttivo o manifatturiero
  • Attività zootecniche
  • Attività di servizio: ospedali, strutture sanitarie pubbliche o private
  • Scuole
  • Strutture ricettive (con più di 25 posti letto), termali, aperte al pubblico e destinate allo sport (piscine cat. A, impianti sportivi, palestre) o allo spettacolo (cinema o teatri con più di 100 posti)
  • Autocarrozzerie, lavanderie, strutture di vendita con superficie lorda superiore a 1000 mq.

RSPP datore di lavoro

Aggiornamento della formazione RSPP “esonerato”

Aggiornamento RSPPI datori di lavoro che svolgono direttamente la funzione di RSPP esonerati dalla frequenza ai corsi in base all’art. 95 dell’ex D. Lgs. 626/94, sono stati assoggettati comunque ad aggiornamento obbligatorio dagli Accordi Stato – Regioni; l’ aggiornamento previsto sarebbe dovuto avvenire entro l’11 gennaio 2014.

Come specificato dagli accordi, l’aggiornamento che ha periodicità quinquennale (cinque anni a decorrere dalla data di pubblicazione del presente accordo) e ha durata variabile in relazione al livello di rischio dell’attività:

  • RISCHIO BASSO - 6 ore
  • RISCHIO MEDIO – 10 ore
  • RISCHIO ALTO – 14 ore

L’obbligo di aggiornamento “va preferibilmente distribuito nell’arco temporale di riferimento e si applica anche a coloro che abbiano frequentato i corsi di cui all’articolo 3 del decreto ministeriale 16 gennaio 1997 (di seguito decreto ministeriale 16 gennaio 1997) e agli esonerati dalla frequenza dei corsi, ai sensi dell’art. 95 del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626.

Per gli esonerati appena richiamati il primo termine dell’aggiornamento è individuato in 24 mesi dalla data di pubblicazione del presente accordo e si intende assolto con la partecipazione ad iniziative specifiche aventi ad oggetto i medesimi contenuti previsti per la formazione del DL SPP di cui al punto 5.

Novità gli impianti termici

Impianti termici: dal 01 giugno nuovi libretti

Libretto di impianto e rapporto di efficienza

caldaiaÈ stato pubblicato il DM 10 febbraio 2014 del Ministero dello Sviluppo economico, che contiene i modelli di libretto e rapporto di controllo previsti dal “Regolamento in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici” (DPR n. 74/2013)

Dal 01 giugno 2014 gli impianti termici devono essere muniti di apposito “Libretto di impianto per la climatizzazione”. Al termine di ogni intervento di controllo e manutenzione deve inoltre essere redatto il “Rapporto di efficienza energetica”.

Il Rapporto di efficienza energetica riguarda soltanto gli impianti termici di climatizzazione invernale di potenza utile nominale maggiore di 10 kW e di climatizzazione estiva di potenza utile nominale maggiore di 12 kW, con o senza produzione di acqua calda sanitaria.

La nuova disciplina non si applica agli impianti termici alimentati esclusivamente con fonti rinnovabili di cui al decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, ferma restando la compilazione del libretto.

Nel caso di dismissione dall’impianto senza sostituzione di componenti o apparecchi, le relative schede sono conservate dal responsabile dell’impianto per almeno 5 anni dalla data di dismissione.

Il Libretto può essere redatto anche in formato PDF o elettronico. In questo caso deve essere disponibile copia conforme del file su carta, per le eventuali ispezioni autorità competente.

Impianti esistenti

Per gli impianti esistenti alla data del 1° giugno 2014, i “libretti di centrale” ed i “libretti di impianto”, già compilati e conformi rispettivamente ai modelli riportati negli allegati I e II del decreto ministeriale 17 marzo 2003, devono essere allegati al Libretto.

Al fine di facilitare e uniformare la compilazione dei libretto di impianto per la climatizzazione e dei rapporti di controllo di efficienza energetica, il CTI (http://www.cti2000.it/) mette a disposizione degli esempi applicativi per le tipologie impiantistiche piu’ diffuse.

 

MUD 2014

Modello Unico di Dichiarazione ambientale 2014

mud 2014Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha emanato, in data 12 dicembre 2013, il decreto relativo all’”Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale [MUD] per l’anno 2014”, pubblicato sul Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 27 dicembre 2013

La dichiarazione MUD, riferita alle operazioni effettuate nel corso del 2013, deve essere presentata entro il 30 aprile 2014.

Soggetti obbligati

La comunicazione deve essere presentata da parte dei seguenti soggetti:

  • Comunicazione Rifiuti speciali
    • Chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti;
    • Commercianti ed intermediari di rifiuti senza detenzione;
    • Imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti;
    • Imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi;
    • Imprese agricole che producono rifiuti pericolosi con un volume di affari annuo superiore a Euro 8.000,00;
    • Imprese ed enti produttori che hanno più di dieci dipendenti e sono produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali e da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi (così come previsto dall’articolo 184 comma 3 lettere c), d) e g)).
  • Comunicazione Veicoli Fuori Uso
    • Soggetti che effettuano le attività di trattamento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali.
  • Comunicazione Imballaggi
    • CONAI o altri soggetti di cui all’articolo 221, comma 3, lettere a) e c).
  • Comunicazione Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche
    • soggetti coinvolti nel ciclo di gestione dei RAEE rientranti nel campo di applicazione del D.Lgs. 151/2005.
  • Comunicazione Rifiuti Urbani, Assimilati e raccolti in convenzione
    • soggetti istituzionali responsabili del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati.
  • Comunicazione Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche
    • produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche iscritti al Registro Nazionale e Sistemi Collettivi di Finanziamento.

Vedi anche: Dichiarazione annuale rifiuti MUD.

Come fare

Chi avesse necessità di un supporto per la presentazione o per verificare la propria posizione può contattarci attraverso questo link oppure: tel. 0376 588053 – email matteomelli.studio@gmail.com.

Formazione lavoratori, preposti, pronto soccorso e antincendio

Corsi di formazione a Gonzaga (Mantova)

Corsi sicurezza MantovaLavoratori e preposti – Con l’entrata in vigore del nuovo accordo Stato-Regioni dello scorso 21 dicembre 2011, così come previsto dal D. Lgs 81/08, sono state definite le regole per la formazione in materia di sicurezza di tutti i lavoratori, preposti e dirigenti, con durata e contenuti differenti a seconda del settore ATECO di appartenenza. Per i lavoratori neo-assunti, i corsi devono essere frequentati entro 60 giorni dall’assunzione.

Addetti alle emergenze – In tutte le aziende, di qualunque settore e dimensione, devono inoltre essere presenti addetti alla gestione delle emergenze (antincendio e pronto soccorso), ai sensi del DM 10/03/1998 e del DM 388/2003

Lavoratori e preposti

Destinatari: tutti i lavoratori di tutti i settori ATECO (impiegati compresi) è previsto:

  • un MODULO di FORMAZIONE GENERALE di 4 ore uguale per tutti;
  • un MODULO di FORMAZIONE SPECIFICA di durata e contenuti variabili in relazione al settore di appartenenza.

Destinatari: tutti i preposti di tutti i settori ATECO è previsto:

  • un MODULO unico di formazione della durata di 8 ore di formazione.

Si ricorda che il DLgs 81/2008 per “preposto” intende colui che di fatto (anche in assenza di una nomina specifica) ha il potere di impartire ordini. Il preposto ha doveri definiti dal decreto e nei suoi confronti il datore di lavoro ha un obbligo di formazione, meglio definito, a livello di durata e modalità, dagli accordi Stato – Regioni.

Addetti antincendio

Destinatari - tutti gli addetti delle aziende a rischio basso, medio e alto, primo corso e aggiornamenti successivi.

Addetti pronto soccorso

Destinatari - tutti gli addetti delle aziende dei gruppi A, B e C, primo corso e aggiornamenti successivi.

Sede di svolgimento dei corsi

Dove - Sala convegni Fiera Millenaria Srl – Via Fiera Millenaria – Gonzaga (MN)

SISTRI in partenza

In conferma l’avvio per il 03 marzo 2014

ministero-ambienteApprovato dalla Camera il 17 febbraio 2014 il Ddl “Milleproroghe”. Se confermato dal Senato è importante evidenziare alcuni aspetti di rilievo per il SISTRI:

- posticipata al 31 dicembre 2014 l’applicazione dell’attuale regime “cartaceo”, basato su registri di carico/scarico e formulari di trasporto;

- posticipato di conseguenza il relativo regime sanzionatorio;

- confermata invece la partenza dell’operatività del sistema dal 3 marzo 2014 per i produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi, nonché i Comuni e le imprese di trasporto di rifiuti urbani (pericolosi e non) della Regione Campania.

Il decreto ora in Senato per la definitiva approvazione, che dovrà avvenire, a pena di decadenza del decreto-legge “Milleproroghe”, entro il 28 febbraio 2014.

La proroga alla fine del 2014 riguarda sia l’applicazione degli articoli 188, 189, 190 e 193 del Dlgs 152/2006 (quelli relativi a registri, formulari e Mud) e del relativo regime sanzionatorio, nella versione antecedente le modifiche apportate dal Dlgs 205/2010, sia la non applicazione del regime sanzionatorio Sistri.

-> Cosa fare? Approfondisci

Possibile esclusione enti e imprese con meno di 10 addetti

Come si legge sul sito del SISTRI, in data 28 febbraio 2014 è stato diramato dal Ministero uno schema di Decreto che, in caso di approvazione senza modifiche rispetto alla bozza circolata, escluderebbe dall’obbligo di iscrizione al SISTRI gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi fino a 10 dipendenti.

Detto Decreto sarà efficace solo con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

[fonte: reteimprese.it - sole24ore.it]

Avvio del SISTRI – 03 marzo 2014

Produttori iniziali di rifiuti pericolosi

Avvio del SISTRI

Fatte salve eventuali proroghe, dal 3 marzo 2014 i produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi saranno obbligati all’utilizzo del SISTRI. Fino al 01 agosto 2014 dovrà avvenire contestualmente ai tradizionali adempimenti cartacei costituiti da registri di carico/scarico e formulario di trasporto rifiuti.

ministero-ambienteLa legge 125/2013 di conversione del Dl 101/2013, ha infatti confermato i termini iniziali di operatività del SISTRI, ossia quello del 1° ottobre 2013 per i gestori di rifiuti e quello del 3 marzo 2014 per i produttori iniziali di rifiuti pericolosi.

Al fine di ammorbidire il passaggio dal vecchio al nuovo regime di tracciamento dei rifiuti la stessa legge 125/2013 ha altresì allungato il regime transitorio (già noto come “doppio binario”), e ciò portando fino all’agosto 2014 sia la sospensione dell’applicazione delle sanzioni Sistri che il parallelo obbligo di tenere i tradizionali registri e formulari.

Per “enti o imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi” si intendono i soggetti che, come conseguenza della loro primaria attività professionale, producono rifiuti speciali pericolosi. Non rientrano nella previsione normativa i produttori iniziali di rifiuti urbani, ancorché pericolosi. Inoltre, si ritiene che da tale obbligo debbano essere esclusi i produttori iniziali che non sono organizzati in enti o imprese.

Che cosa fare

Iscrizione

Si ricorda che, a differenza dell’obbligo di versamento del contributo, non è mai stato sospeso l’obbligo di iscrizione. La prima cosa da fare quindi, per coloro che risultano obbligati ad utilizzare il SISTRI, è quella di effettuare (se non si è già provveduto) l’iscrizione al SISTRI.

Verifica dispositivi e password

In seconda battuta, e questo vale anche per chi ha già effettuato l’iscrizione, è bene verificare il corretto funzionamento dei dispositivi (chiavette USB) e delle relative password fornite dalla CCIAA competente per il territorio.

Per farlo, l’utente, provvede ad effettuare l’accesso all’area autenticata (digitando pin, userid e password) mediante l’utilizzo del dispositivo da verificare. Qualora la versione del software del dispositivo non sia aggiornata il Sistema guida l’utente nel processo di aggiornamento secondo quanto descritto nella “Guida Aggiornamento Software Dispositivo USB” disponibile nella sezione Utilità – Documenti – Manuali e Guide del Portale SISTRI.

Allineamento dati anagrafici

Come si legge sul sito del SISTRI, l’utente, dopo aver effettuato l’accesso all’area autenticata (digitando pin, userid e password) mediante l’utilizzo del dispositivo USB di una delle Unità Locali dell’Azienda, accede alla sezione “Gestione Azienda” selezionando l’apposito collegamento e verifica i dati di iscrizione al SISTRI. Nello specifico:

  • Ragione Sociale
  • Dati anagrafici del Rappresentante Legale
  • Indirizzo della Sede Legale
  • Indirizzi delle Unità Locali

In caso di disallineamenti, procede alla modifica delle informazioni secondo quanto descritto nella “Guida Gestione Azienda” disponibile nella sezione Utilità – Documenti – Manuali e Guide del Portale SISTRI.

Vedi anche: Circolare_SISTRI_N_1

Allineamento giacenze

Il primo step di tipo operativo sarà quello di “allineamento” delle giacenze: i rifiuti prodotti e in carico all’azienda dovranno essere inseriti nel registro cronologico.

Eventuale richiesta di cancellazione dal SISTRI

Per chi avesse effettuato l’iscrizione ma, a seguito delle successive modifiche di legge, non dovesse risultare più soggetto (questo è il caso, ad esempio, dei produttori di rifiuti speciali con più di 10 addetti, che non producono rifiuti pericolosi), è possibile effettuare la cancellazione, anche al fine di non dover versare il contributo SISTRI. E’ bene tuttavia rilevare che, come peraltro previsto dalla Circolare SISTRI n. 1 del 31 ottobre 2013, con apposito decreto le categorie di soggetti obbligati potranno subire ulteriori modifiche.

Come comunicato dal supporto tecnico a fronte di una nostra specifica richiesta, la eventuale procedura di cancellazione indicata è la seguente:

La procedura di cancellazione dal Sistri prevede l’invio di una email all’indirizzo: iscrizionemail@sistri.it con oggetto: “Cancellazione Sistri” con allegato un’autocertificazione a firma del Legale Rappresentante con la richiesta della cancellazione stessa.

Qualora avesse dei veicoli con Black Box installate occorre recarsi all’albo per eseguire una Cancellazione dei Veicoli dal sistri (con emissione di voucher per la disinstallazione delle BlackBox) e restituire i dispositivi usb dei veicoli all’albo, come previsto dalla cir. 250 del 28/02/11del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Solo successivamente alla cancellazione dei veicoli dall’albo sarà possibile eseguire la cancellazione della sua pratica Sistri.

Per i dispositivi rilasciati dalla CCIAA occorre inviarli, entro 10 giorni lavorativi dalla comunicazione di cancellazione, con raccomandata A/R a SISTRI – Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Via Cristoforo Colombo 44, 00147 Roma.”

Dichiarazione MUD

I soggetti di cui al paragrafo precedente dovranno, qualora rientranti tra quelli individuati dalle relative norme di settore, effettuare entro il 30 aprile 2014 anche la dichiarazione MUD (Modello Unico di Dichiarazione) relativa ai rifiuti prodotti e movimentati nel corso del 2013.

Ti serve aiuto?

I nostri servizi per rifiuti e SISTRI

Per un supporto per l’iscrizione o la verifica di funzionalità può contattarci a questo link o a questo indirizzo email: matteomelli.studio@gmail.com.

Montaggio scaffalature e definizione di “cantiere”

Scaffalature

Secondo la Commissione per gli interpelli, (interpello n. 16/2013 del 19 dicembre 2013), l’attività di montaggio e smontaggio di scaffalature metalliche può determinare l’applicazione del Titolo IV in base alla valutazione della situazione di fatto.

Nel seguito ne sono illustrati i criteri.

 

Scaffalature metalliche: quali sono

  • scaffalature leggere ( scaffalature da negozio o commerciali, scaffalature da archivio, scaffalature da magazzino);
  • scaffalature medie e pesanti (cantilever, drive in, drive trough, portapallet);
  • scaffalature molto pesanti (magazzini portacoils, portalamiere con portata per piano – ogni livello di ciascuna luce – da 5t a 20t);
  • magazzini dinamici a gravità (magazzini dinamici pesanti con rulli in acciaio per pallet, magazzini dinamici leggeri con rulli in materiale plastico per scatole, contenitori ecc.);
  • magazzini ed archivi automatizzati (magazzini per capi appesi o stesi, magazzini o archivi rotanti verticali, magazzini o archivi rotanti orizzontali, magazzini traslanti verticali, magazzini con trasloelevatore);
  • archivi e magazzini mobili o compattabili (compattabili leggeri, compattabili pesanti);
  • scaffalature autoportanti (veri e proprio edifici che sorreggono il tetto di copertura dell’edificio);
  • scaffalature leggere con passerelle multipiano (dotate di passerelle utilizzate per il passaggio di lavoratori)”.

Applicabilità Titolo IV

L’applicabilità o meno del titolo IV (Cantieri) deve essere dedotta in relazione a due aspetti:

a) contesto nel quale la scaffalatura deve essere montata: occorre valutare “la necessità che il montaggio/smontaggio della scaffalatura metallica richieda l’installazione di un cantiere. Al riguardo costituiscono parametro di riferimento elementi quali recinzioni, accessi, viabilità dedicata all’installazione, zone deposito materiale, linee elettriche aeree,…

b) tipologia della scaffalatura: occorrerà “avere riguardo alla circostanza che la scaffalatura sia riconducibile a lavori di costruzione … di opere ,fisse, permanenti o temporanee, … in metallo e non consista nel mero assemblaggio di una attrezzatura ovvero di elementi di arredo. Questa valutazione non può prescindere dall’analisi dello specifico progetto di ciascuna scaffalatura”.

In relazione al punto b) sono anche suggeriti alcuni criteri che possono indirizzare le scelte operate dai committenti:

- le scaffalature leggere “sono da considerare in generale degli elementi di arredo, e pertanto da escludere dal campo di applicazione del Titolo IV, Capo I, del D.Lgs. n. 81/2008 in quanto il loro montaggio/smontaggio è palesemente non rientrante nella definizione di cantiere temporaneo o mobile”;

- il montaggio/smontaggio delle scaffalature medie e pesanti e delle scaffalature molto pesanti “potrebbe rientrare nella definizione di cantiere temporaneo o mobile, in quanto si tratta di costruzioni ottenute per assemblaggio di elementi metallici prefabbricati”;

- i magazzini dinamici a gravità sono “assimilabili a macchine funzionanti grazie alla forza di gravità, o addirittura sono delle macchine se alimentati a motore. Pertanto, per loro stessa natura, il loro montaggio/smontaggio non rientra nella definizione di cantiere temporaneo o mobile”

- i magazzini ed archivi automatizzati sono generalmente “costruzioni complesse, spesso dotate di macchine di vario genere (ad esempio trasloelevatori), le cui caratteristiche sembrano avvicinarne fortemente il montaggio ai lavori di costruzione … di opere fisse, permanenti o temporanee, … in metallo. L’articolazione dei lavori di montaggio/smontaggio potrebbe perciò rientrare nella definizione di cantiere temporaneo o mobile, in quanto si tratta di costruzioni ottenute per assemblaggio di elementi metallici prefabbricati”;

- gli archivi e magazzini mobili o compattabili, caratterizzati da funzionalità e costruttività proprie dell’ingegneria meccanica, presentano modalità di montaggio/smontaggio che per loro stessa natura non rientrano nei lavori edili o di ingegneria civile di cui all’Allegato X al D.Lgs. n. 81/2008. Pertanto in questo caso il relativo montaggio/smontaggio non rientra nel campo di applicazione del Titolo IV, Capo I, del D.Lgs. n. 81/2008;

- le scaffalature autoportanti e le scaffalature leggere con passerelle multipiano, “edifici in tutto e per tutto, rientrano pacificamente nel campo di applicazione del Titolo IV, Capo I, del D.Lgs. n. 81/2008”.

Dirigenti e preposti

Definizione e individuazione

dirigenti e prepostiChi sono

«dirigente»: persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa;

«preposto»: persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa.

L’individuazione delle effettive figure di dirigente e preposto passa attraverso due concetti sostanziali:

- principio di supremazia – “chiunque, in qualsiasi modo, abbia assunto posizione di preminenza rispetto ad altri lavoratori così da poter loro impartire ordini, istruzioni o direttive sul lavoro da eseguire“;

- principio di effettività – “chi dà in concreto l’ordine di effettuare un lavoro, anche se non impartisce direttive circa le modalità di esecuzione, assume di fatto la mansione di dirigente“.

Quali differenze

“Per dirigenti si intendono i dipendenti che hanno il compito di impartire ordini ed esercitare la necessaria vigilanza, in conformità alle scelte di politica d’impresa adottate dagli organi di vertice che formano la volontà dell’ente (essi rappresentano, dunque, l’alter ego del datore di lavoro, nell’ambito delle competenze loro attribuite e nei limiti dei poteri decisionali e di spesa loro conferiti);”

“i preposti sono, invece, coloro i quali vigilano sull’attività lavorativa degli altri dipendenti, per garantire che essa si svolga nel rispetto delle regole prevenzionali, e che sono forniti di un limitato potere di impartire ordini e istruzioni, peraltro di natura tendenzialmente (a volte meramente) esecutiva”.

Inoltre, come ha chiarito la Corte di Cassazione Penale (n. 7999/1988), l’individuazione “va compiuta non tanto in relazione alla qualifica rivestita nell’ambito dell’organizzazione aziendale ed imprenditoriale quanto, soprattutto, con riferimento alle reali mansioni esercitate” e “la qualifica e le responsabilità del preposto non competono soltanto ai soggetti forniti di titoli professionali o di formali investiture, ma a chiunque si trovi in una posizione di supremazia, sia pure embrionale, tale da porlo in condizioni di dirigere l’attività lavorativa di altri operai soggetti ai suoi ordini; in sostanza preposto può essere chiunque, in una formazione per quanto piccola di lavoratori, esplichi le mansioni di caposquadra al di fuori della immediata direzione di altra persona a lui soprastante”

Come individuare preposti e dirigenti

Sebbene non sia prevista una nomina specifica e documentata e il ruolo sia sostanzialmente determinato dallo stato “di fatto”, è bene che il ruolo di dirigenti e preposti sia definito nell’ambito di:

  • organigramma aziendale;
  • documento di valutazione dei rischi.

D.Lgs. n. 81/2008, Articolo 299 – Esercizio di fatto di poteri direttivi: “Le posizioni di garanzia relative ai soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, lettere b) [datore di lavoro], d) [dirigente] ed e) [preposto], gravano altresì su colui il quale, pur sprovvisto di regolare investitura, eserciti in concreto i poteri giuridici riferiti a ciascuno dei soggetti ivi definiti”.

[fonte: puntosicuro.it]