Miglioramento del confort acustico

Quante volte vi sarà capitato di andare a cena in un ristorante o in un bar molto spazioso e far fatica a sentire cosa dicono le persone al vostro tavolo a causa del rumore presente nel locale?

Ciò accade poiché un ambiente chiuso tende a comportarsi come una grande cassa di risonanza, e le sue pareti eventualmente spoglie creano molte riflessioni che amplificano il suono originale. Il fenomeno in questione è definito della riverberazione (o riverbero), cioè la riflessione delle onde sonore all’interno della stanza che, se eccessiva, provoca effetti fastidiosi all’ascolto.

Un altro esempio rilevante in cui il fenomeno della eccessiva riverberazione acustica può costituire un grosso fastidio sono le sale riunioni degli uffici, oppure le sale conferenze, dove le caratteristiche di udibilità e la comprensione dell’oratore sono fondamentali. In questi locali, vi è spesso la presenza di superfici dure, vetri e metalli, i quali per loro natura amplificano il diffondersi di questo fenomeno, i quali sono andati a sostituire tappeti, tendaggi o libri alle pareti, oggetti che invece erano in grado di assorbire naturalmente le onde sonore prodotte.

Diventa quindi molto importante fare attenzione, fin dalle fasi di progettazione di queste tipologie di ambienti in particolare, al possibile rumore prodotto all’interno e recepito dai fruitori nel locale stesso. Negli ambienti esistenti è possibile realizzare appositi interventi al fine di migliorare il comportamento acustico e quindi il confort interno.

Come si comporta il suono in una sala?

La causa principale di una cattiva percezione del suono (voce o musica), all’interno di un ambiente chiuso, è determinata dai differenti percorsi che i suoni emessi dalla sorgente possono percorrere prima di arrivare al ricettore finale. Questo succede poiché suoni differenti possono arrivare direttamente e/o colpire una o più differenti superfici prima di raggiungere il ricettore, venendo in questo modo riflessi e ritardati. Di conseguenza l’ascoltatore, che senza rendersi conto riceve il suono della medesima sorgente che proviene da direzioni diverse e che arriva in tempi diversi, può avere una fastidiosa sensazione di confusione e rumore, senza essere in grado di comprendere chiaramente i suoni o le parole emesse dalla sorgente.

Comportamento del suono a seconda delle differenti tipologie di superfici che incontra

Per comprendere come si comporta il suono all’interno di una sala, è importante studiare le specifiche dell’ambiente stesso. Ogni tipologia di ambiente infatti, possiede caratteristiche acustiche differenti, definite in modo particolare dagli elementi che li costituiscono, come le tipologie di muri, finestre, mobilio e arredamento.

La capacità di assorbimento del suono di ogni singolo materiale che costituisce i differenti elementi, è indicata dal coefficiente di assorbimento del suono o fonoassorbimento (α), il quale può variare da 0, corrispondente ad un materiale che risulta essere un buon isolante sonoro, ma che riflette nella stanza una grande quantità sonora (esempio una superficie densa), fino a 1, corrispondente ad un materiale che assorbe molto bene il suono ma non risulta essere isolante (esempio una superficie porosa).

La qualità della trasmissione del suono, dalla sorgente al ricettore, è determinata dalle differenti tipologie di superfici con cui esso interagisce; nello schema sottostante è mostrato il diverso comportamento che il suono può avere nel momento in cui incontra una superficie.

Differenti comportamenti che il suono può avere a seconda della tipologia di superficie che incontra

Tempo di riverbero

La riflessione del suono sulle differenti tipologie di superfici in un ambiente chiuso, è caratterizzata attraverso un parametro definito tempo di riverbero o tempo di riverberazione.

E’ il parametro che rappresenta in modo sintetico la qualità della risposta acustica di un ambiente, nonché il tempo necessario affinché, dopo aver spento la sorgente di rumore, il livello di pressione sonora all’interno di una stanza diminuisca di un determinato valore, tipicamente 60 dB [T60]. Volendo metterla in termini più semplici, il riverbero è in un certo senso assimilabile ai concetti più noti di eco e rimbombo, esso è una sorta di coda sonora dei suoni generati in una stanza.

La capacità di una stanza di risultare più o meno riverberante dipende principalmente da:

  • Dimensioni, sale più ampie costringono il suono riflesso ad effettuare dei percorsi più lunghi aumentando in questo modo il tempo di riverbero;
  • Capacità delle superfici delimitanti di assorbire o meno i suoni, pareti fortemente assorbenti riducono il tempo di riverberazione, diminuendo il numero di riflessioni ed aumentando la rapidità dell’estinzione del suono. È importante sottolineare però che la capacità di assorbimento delle superfici varia significativamente al variare della frequenza del suono, di conseguenza il tempo di riverberazione viene indirettamente a dipendere anche da essa.

Se il tempo di riverbero è troppo lungo, l’effetto che ne deriva è una confusione sonora in cui si vanno a sovrapporre tutti i vari suoni presenti, al contrario, se è troppo breve, i suoni risulteranno troppo ovattati e incapaci di raggiungere l’ascoltatore. Un corretto tempo di riverbero quindi comporterà un maggior comfort acustico dell’ambiente.

Per ogni tipologia di ambiente esistono valori ottimali del tempo di riverberazione, suggeriti in funzione delle dimensioni del locale e della frequenza sonora.

La metodologia più attendibile per verificare con precisione i valori di Tempo di Riverbero di una stanza è la diretta misurazione in sito con strumentazione fonometrica.

Che cosa fare: l’importanza dell’equilibrio acustico ed estetico

Per ottenere i risultati migliori è fondamentale intervenire sull’ambiente nella fase di progettazione, prevedendo un corretto rapporto tra superfici acusticamente assorbenti e riflettenti, in modo da assicurarsi che dispongano delle proprietà acustiche appropriate.

Nel caso di edifici e ambienti esistenti, è altresì possibile agire in un secondo momento, attraverso una adeguata analisi acustica degli ambienti, che consenta di definire precisi interventi di miglioramento e che passano attraverso l’inserimento di elementi fonoassorbenti/fonoriflettenti o andando a sostituire o rivestire le superfici le quali presentano caratteristiche acustiche pessime, con materiali acusticamente migliori.

È evidente quindi, quanto l’aspetto acustico sia importante in locali come ristoranti e bar ma anche in sale conferenze e sale riunioni, evitando di limitarsi a privilegiare solamente l’aspetto estetico del locale o dell’ambiente in genere, poichè sul confort abitativo l’aspetto acustico gioca un ruolo importante. La necessità tecnica e quella estetica devono trovare una opportuna convivenza.

[A cura di: Dott.ssa Giulia Magnani – Syrios S.r.l.]

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