Denuncia all’autorità e indagine per infortunio

Gli infortuni che comportano prognosi elevate, quindi superiori ai 30 o ai 40 giorni che conseguenze possono avere?

Esistono due categorie principali di implicazioni: la necessità di denuncia all’autorità di pubblica sicurezza, ora portata a 30 giorni, e l’eventuale indagine per infortunio.

Denuncia di infortunio all’autorità di pubblica sicurezza

Prima dell’entrata in vigore del DLgs 151/2015, per gli infortuni prognosticati non guaribili entro tre giorni, escluso quello dell’evento, il datore di lavoro doveva inviare una copia della denuncia/comunicazione di infortunio all’Autorità locale di Pubblica Sicurezza. Con il DLgs 151/2015 dal 22 marzo 2016 è modificato l’obbligo del datore di lavoro a comunicare gli infortuni sul lavoro. L’obbligo di comunicazione all’autorità locale di pubblica sicurezza (da adempiere entro il termine di 2 giorni da quando ne ha avuto notizia) deve avvenire esclusivamente in caso di infortunio mortale o che abbia causato una prognosi superiore a 30 giorni.

Il datore di lavoro adempie alla comunicazione con l’invio all’Inail della denuncia di infortunio con le modalità telematiche sopra previste.

Indagine per infortunio

Le regole non sono cambiate. Le lesioni personali colpose sono perseguibili dell’art. 590 del c.p., anche in relazione alla gravità.

C. P. – Art. 583. Circostanze aggravanti.

La lesione personale è grave […]:

1) se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ovvero una malattia o un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni;

2) se il fatto produce l’indebolimento permanente di un senso o di un organo;

La lesione personale è gravissima […] se dal fatto deriva:

  1. una malattia certamente o probabilmente insanabile;
  2. la perdita di un senso;
  3. la perdita di un arto, o una mutilazione che renda l’arto inservibile, ovvero la perdita dell’uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero una permanente e grave difficoltà della favella;
  4. la deformazione, ovvero lo sfregio permanente del viso.

In caso di lesioni colpose l’azione penale è legata alla prognosi:

  • prognosi che superano i 30 giorni: attivazione, per lo più ad iniziativa dell’ INAIL, dell’ inchiesta amministrativa della Direzione provinciale del lavoro, il cui verbale viene inviato al Pubblico Ministero;
  • prognosi fino a 40 giorni: possono far scattare l’azione penale solo ad iniziativa dell’interessato;
  • prognosi oltre i 40 giorni: l’eventuale azione penale viene promossa d’ufficio dal Pubblico Ministero.

Lesioni gravi e gravissime e responsabilità della società

Si ricorda che con DLgs 231/2001 è stata introdotta una forma di responsabilità “amministrativa” che colpisce direttamente enti e società nel caso di commissione di reati da parte di dipendenti e collaboratori ovvero dai propri amministratori e manager.

La L. 123/2007 ha introdotto, tra i reati previsti dal DLgs 231/2001, anche il reato di omicidio colposo, lesioni colpose gravi o gravissime commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro.

Le sanzioni previste per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato si distinguono in: sanzioni pecuniarie, sanzioni interdittive (interdizione dall’esercizio di attività, sospensione o revoca di autorizzazioni, licenze e concessioni, divieto contrarre con la P.A., esclusione/finanziamenti e contributi, divieto di pubblicizzare beni e servizi), confisca, pubblicazione della sentenza.



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