Obbligo di valutazione campi elettromagnetici

campi elettromagneticiE’ stata pubblicata la nuova Direttiva Europea 2013/35/UE sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici, e ai campi elettromagnetici in particolare. Entro il 1° luglio 2016 gli Stati Membri dovranno recepire la direttiva negli ordinamenti nazionali.

Già oggi tuttavia è un obbligo la valutazione di tutti i rischi, compresi quelli legati a esposizione a campi elettromagnetici (come peraltro confermato dalle indicazioni operative del Coordinamento Tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome), sebbene l’entrata in vigore del capo V del titolo VIII del DLgs 81/2008 (campi elettromagnetici) sia rinviata al 01 luglio 2016, data ora coincidente con il recepimento della suddetta direttiva. Questo aspetto è comunque da tenere bene in considerazione in termini di doveri e responsabilità del datore di lavoro rispetto al tema campi elettromagnetici.

Tra i campi elettromagnetici vi sono quelli prodotti da apparecchiature industriali (es. saldatrici) ma anche semplicemente cordless, cellulari, microonde, radiotrasmittenti, ecc…, spesso ampiamente utilizzati.

La sentenza del 10 del 22 dicembre 2009 della Corte d’appello di Brescia, confermata alcuni mesi fa in Cassazione, condannò l’Inail ad un risarcimento  per malattia professionale per invalidità all’80%, riconoscendo il nesso causale tra uso di telefoni mobili e patologie tumorali. Il soggetto in questione aveva agito in giudizio deducendo che, in conseguenza dell’uso lavorativo protratto, per dodici anni e per 5-6 ore al giorno, di telefoni cordless e cellulari all’orecchio sinistro aveva contratto una grave patologia tumorale (il neurinoma del Ganglio di Gasser”).

I fatti contestati risalgono al 2002, quando ancora non vi era alcun obbligo valutativo: oggi l’obbligo è presente, con tutte le conseguenze del caso anche in termini penali.

Pertanto, in attesa di nuove indicazioni dall’Europa, consigliamo un’attenta valutazione del rischio elettromagnetico al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, anche in relazione alle situazioni più comuni, specie nei casi in cui l’esposizione (ad es. nel caso di impiego di cellulari e cordless aziendali) è prolungato nel tempo.

[Fonte: AIAS, Polab, Puntosicuro, varie]

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