Rischi cancerogeni: la formaldeide

Regione Lombardia ha recentemente pubblicato, con il Decreto 11665 del 15 novembre 2016, un documento di “Linee guida regionali sulla stima e gestione del rischio da esposizione a formaldeide: razionalizzazione del problema e proposta operativa.

Il documento assume una dimensione di interesse particolare, a seguito della recente classificazione della formaldeide come sostanza cancerogena – categoria 1B, avvenuta con il Regolamento UE N. 895/2014 della commissione del 14 agosto 2014, recante modifica dell’allegato XIV del Regolamento CE N. 1907/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), come peraltro già evidenziato con un nostro articolo sotto riportato.

Formaldeide e rischio chimico: è un cancerogeno

La nuova classificazione comporta, quando la sostanza sia presente o possa svilupparsi dai processi di lavoro, la necessità di attivare quanto previsto dal D.Lgs 81/08, Titolo IX, Capo II (Protezione da agenti cancerogeni e mutageni).

Quindi che cosa fare?

Il primo passo è senza dubbio una adeguata valutazione dei rischi. Gli step da prevedere sono sostanzialmente i seguenti:

  1. aggiornare, nell’ambito del SPP e quindi in collaborazione con il medico del lavoro, la valutazione specifica dei rischi chimici e cancerogeni, come indicato nel Titolo IX, capo II del D.Lgs. 81/2008, considerando tutte le attività che potenzialmente comportano esposizione a formaldeide;
  2. se dalla valutazione emerge la presenza di formaldeide, ma si può dimostrare che con adeguate misure organizzative (o con misurazioni in ambiente di lavoro) i lavoratori non sono esposti, non è necessario approfondire ulteriormente
  3. se, invece emerge una possibile esposizione a formaldeide, si procede come per altri cancerogeni (es. polveri di legno duro) è necessario approfondire la valutazione.

L’approfondimento della valutazione dei rischi può passare eventualmente anche attraverso il monitoraggio (campionamento ambientale e/ personale) per quantificare l’eventuale esposizione dei lavoratori.

Le possibili misure di prevenzione e protezione conseguenti [da definire caso per caso] possono essere:
– istituzione e tenuta del registro degli esposti ad agenti cancerogeni e mutageni,
– modifica/integrazione del protocollo di sorveglianza sanitaria.

Formaldeide e rischi associati

L’interessante documento, reperibile al link sotto riportato, presenta una panoramica sulla sostanza e la relativa tossicologia, inquadra i principali riferimenti normativi nazionali ed europei, descrive le modalità di valutazione dell’esposizione e di valutazione del rischio, nonché i settori lavorativi che possono essere coinvolti (lavorazione del legno, sanità, lavorazione della plastica, metalmeccanica, fonderie di ghisa), fornisce quindi informazioni sulla gestione del rischio.

-> Decreto 11665-2016 Lombardia – Formaldeide

Si riporta nel seguito un breve estratto non esaustivo.

Generalità

Che cos’è

La formaldeide o aldeide formica (CH2O) si presenta, a temperatura e pressione atmosferica, come un gas incolore e con un forte odore irritante. E’ solubile sia in alcoli che in acqua e in soluzione con quest’ultima è conosciuta con il nome commerciale di formalina o formolo, per le sue proprietà disinfettanti e conservanti.

Dove si trova

È presente naturalmente in alcuni cibi e nell’organismo dei mammiferi come prodotto metabolico. In aggiunta a queste fonti naturali la formaldeide si può trovare nell’ambiente a seguito di processi di combustione, può liberarsi durante l’uso di disinfettanti o può liberarsi a seguito della degradazione di alcuni idrocarburi come il metano.

In ambiente la formaldeide ha breve vita in quanto facilmente rimossa da processi fotochimici, precipitazioni o biodegradazione.

Le sue concentrazioni nell’ambiente vanno da 0,001 a 0,02 mg/m3 (da 1 a 20 μg/m3); nell’ambiente domestico oscillano invece tra 0,002 e 0,06 mg/m3 (da 2 a 60 μg/m3). Il fumo di sigaretta contribuisce fino al 25% dell’esposizione indoor.

Quando può essere un problema

L’esposizione a formaldeide aerodispersa può generare vari effetti:

  • Irritazione principalmente a carico degli occhi, delle mucose e della cute;
  • Sensibilizzazione allergica;
  • Possibili effetti cancerogeni.

La gravità delle manifestazioni dipende principalmente dalla concentrazione della formaldeide aerodispersa, dal tempo di esposizione e dalla suscettibilità individuale.

Inquadramento normativo

Con il Regolamento UE N. 895/2014 è stato precisato che la formaldeide risponde ai criteri di classificazione come sostanza cancerogena – categoria 1B.

Categorie di pericoloIndicazioni di pericolo
Carc. 1BH350: può provocare il cancro
Mut. 2H341: sospettato di provocare alterazioni genetiche
Acute Tox. 3H301: tossico se ingerito
Acute Tox. 3H311: tossico a contatto con la pelle
Acute Tox. 3H331: tossico se inalato
SkinCorr. 1BH314: provoca gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari

Tale classificazione comporta la necessità di considerare il rischio cancerogeno all’interno ai fini della protezione da agenti cancerogeni e mutageni, per le lavorazioni che implicano l’uso della formaldeide, come previsto dal relativo Titolo IX, Capo II, del D.Lgs 81/2008.

Misure per ridurre l’esposizione

Si rende pertanto necessario in tutti i casi in cui vi sia impiego o liberazione di formaldeide:

  • Verificare la possibilità di eliminazione alla fonte della sostanza (se possibile è sempre la prima misura da attuare);
  • Utilizzare prodotti a basso contenuto di formaldeide (ad es. riducendo l’uso di truciolati o utilizzando prodotti a base di legno truciolare a basso rilascio di formaldeide);
  • Attuare tutte le possibili misure tecniche, organizzative e/o procedurali volte a ridurre al minimo il numero di lavoratori esposti e a contenere al minimo la durata e l’intensità dell’esposizione ambientale ed occupazionale a formaldeide (ad es. aumentando la ventilazione in particolar modo dopo l’introduzione nell’ambiente di lavoro di nuove fonti di formaldeide, utilizzare dispositivi di condizionamento dell’aria o deumidificatori in quanto il rilascio di formaldeide aumenta con l’aumentare della temperatura e dell’umidità);
  • Considerare le best available technologies (BAT) applicabili allo specifico comparto produttivo;
  • Rilevare analiticamente la concentrazione al fine di valutare l’esposizione e verificare l’efficacia delle misure di gestione atte a contenere l’esposizione, ripetendo le analisi periodicamente e ogni volta intervengano modifiche tecniche, organizzative o procedurali che possano modificare l’esposizione dei lavoratori;

Nel caso di comprovato rischio per la salute, il datore di lavoro è tenuto a istituire e aggiornare un registro degli esposti, da tenere a disposizione del medico competente, il quale potrà consultarlo e se del caso, adeguare il protocollo della sorveglianza sanitaria.

Stima e/o misura dell’esposizione

Un primo elemento di orientamento sulla stima dell’esposizione a formaldeide può venire dalla registrazione della percezione soggettiva, tenendo in considerazione che i sintomi sono sensibilmente influenzati dal grado di adattamento alle specifiche esposizioni ambientali e lavorative.

EffettiConcentrazione ambientale (mg/m3)
Percezioni di odori0,06 – 0,16
Irritazione degli occhi0,1 – 1,9
Irritazione della gola0,1 – 3,1
Sensazione pungente a occhi e naso2,5 – 3,7
Lacrimazione, marcata irritazione delle vie aeree5,0 – 6,2
Lacrimazione forte che perdura nel tempo12 – 25
Polmonite, ARDS37 – 60
Morte>60

In relazione agli obiettivi prefissati possono essere pianificati campionamenti ambientali a breve e a lungo termine.

Le tecniche di campionamento praticabili sono:

  • Metodo colorimetrico a strisce (utile per valutazioni preliminari o in ambiente domestico);
  • Utilizzo di fiale per effettuare misure punto – punto di formaldeide aerodispersa in modo rapido e semi-quantitativo;
  • Spettroscopia fotoacustica (consente di rilevare le concentrazioni istantanee con elevata precisione);
  • Campionamento attivo e indiretto mediante uso di cartucce chemo-adsorbenti (metodo NIOSH 2016);
  • Campionamento diffusivo per mezzo di una cartuccia chemo-adsorbente (passivo, particolarmente efficace per campionamenti a lungo termine);

La determinazione della formaldeide campionata mediante campionatori attivi e passivi non istantanei (metodi indiretti), avviene per analisi del corrispondente derivato dinitrofenilidrazone per HPLC (Cromatografia liquida ad alta prestazione).

Esposizione per settori

Vengono riportati di seguito i principali settori nei quali si osserva una maggiore esposizione dei lavoratori a formaldeide:

  • Sanità: viene impiegata principalmente per la fissazione e la conservazione di materiale tissutale;
  • Produzione di materie plastiche: la formaldeide viene utilizzata nella produzione di resine fenoliche e aminoresine;
  • Lavorazione del legno: la formaldeide trova applicazione nella produzione di resine ureiche a loro volta impiegate per la produzione di vernici, adesivi e carte impregnate per la nobilitazione del legno. Prodotti utilizzati in particolar modo per la produzione di pannelli truciolari;
  • Metalmeccanica: la formaldeide può essere presente negli oli minerali (contengono biocidi, impiegati come conservati, i quali rilasciano formaldeide) largamente impiegati come lubrificanti e refrigeranti in questo settore;
  • Fonderie di ghisa: la presenza di formaldeide si deve all’utilizzo di tale sostanza nella mescola che costituisce le anime in terra di fonderia.