Infortunio di un lavoratore esterno ad una azienda e responsabilità del datore di lavoro

Una importante sentenza conferma la posizione di garanzia del datore di lavoro anche nei confronti dei lavoratori esterni.

Il fatto

Individuazione datore di lavoro

All’interno dell’azienda agricola Fattoria C. S.r.l. gestita da B.M., T.A. [pur non essendo dipendente dell’azienda] stava lavorando alla macchina “pompa per mosti”, spingendo con le mani l’uva dallo scivolo di metallo verso la tramoggia della pompa, quando veniva afferrato dall’organo lavoratore della pompa (coclea) al braccio destro, riportando gravi lesioni consistite in una frattura all’avambraccio destro con ampia ferita lacero contusa, con conseguente amputazione dello stesso avambraccio. La macchina all’atto dell’infortunio risultava priva della griglia di protezione ed, al fine di permetterne il funzionamento in assenza di tale dispositivo di sicurezza, risultavano inserite due chiavi supplementari (non solidali ad alcuna parte della macchina), atte ad escludere i dispositivi elettrici di sicurezza della macchina.

La sentenza

La corte, nel confermare la condanna del datore di lavoro dell’azienda ospitante “Va peraltro osservato che secondo un consolidato orientamento di questa Corte di legittimità, anche i terzi, quando si trovano esposti ai rischi di un’attività lavorativa, devono ritenersi destinatari delle norme di prevenzione per cui non rileva che ad infortunarsi sia stato un lavoratore subordinato, un soggetto a questi equiparato o, addirittura, una persona estranea all’ambito imprenditoriale, purchè sia ravvisabile il nesso causale con l’accertata violazione. Infatti, “anche i terzi, quando si trovino esposti ai pericoli derivanti da un’attività lavorativa da altri svolta nell’ambiente di lavoro, devono ritenersi destinatari delle misure di prevenzione. Sussiste, pertanto, un cosiddetto rischio aziendale connesso all’ambiente, che deve essere coperto da chi organizza il lavoro” (Cass. pen. Sez. 4^, n. 6686 del 4.5.1993 Rv. 195483).

E ancora: “Nel caso di specie, non può porsi in dubbio che il B.[datore di lavoro dell’azienda ospitante], per il ruolo rivestito, avesse la posizione di garanzia (datore di lavoro) che gli imponeva di adottare, o controllare che fossero adottate, le cautele omesse e che hanno determinato l’evento. In un caso analogo questa Corte di legittimità ha statuito che “In tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, la posizione di garanzia del datore di lavoro, è inderogabile quanto ai doveri di vigilanza e controllo per la tutela della sicurezza, in conseguenza del principio di effettività, il quale rende riferibile l’inosservanza alle norme precauzionali a chi è munito dei poteri di gestione e di spesa” (Sez. 3 sent. 29229 del 3-8- 2005 Rv. 232307).

Maggiori dettagli

[fonte: olympus.uniurb.it]