Mancata manutenzione e infortunio

Il caso riguarda un un lavoratore che, sceso da una macchina raccoglitrice semovente per tabacco che stava conducendo, era rimasto incastrato nei rulli della stessa, restandone poi schiacciato a causa della mancata attivazione del meccanismo di spegnimento automatico, ossia dell’interruttore posto sotto il sedile di guida, che avrebbe dovuto attivarsi in assenza del conducente sul sedile di guida (c.d. “interruttore uomo-presente“).

Dalla relazione dell’lspesl, acquisita nel corso del dibattimento, era emerso che la macchina raccoglitrice era dotata di un dispositivo posto all’interno del sedile di guida per rilevare la presenza dell’operatore; che detto dispositivo era costituito da un interruttore i cui elementi principali erano rappresentati da due lamine conduttrici di rame separate da una imbottitura di spugna. Deteriorandosi l’imbottitura, le lamine restavano in contatto, impedendo lo spegnimento della macchina al momento della discesa del conducente del mezzo.

Secondo la Corte, “era proprio il datore di lavoro a dover assicurare la efficiente manutenzione del mezzo, salvaguardando il corretto e perdurante funzionamento del dispositivo di sicurezza”.

Secondo quanto previsto dall’art. 71 del d.lgs n. 81/2008, ” il datore di lavoro, secondo le indicazioni fornite dai fabbricanti ovvero, in assenza di queste, dalle pertinenti norme tecniche o dalle buone prassi o da linee guida, provvede affinché le attrezzature soggette a influssi che possono provocare deterioramenti suscettibili di dare origine a situazioni pericolose siano sottoposte:

  1. ad interventi di controllo periodici, secondo frequenze stabilite in base alle indicazioni fornite dai fabbricanti, ovvero dalle norme di buona tecnica, o in assenza di queste ultime, desumibili dai codici di buona prassi;
  2. ad interventi di controllo straordinari al fine di garantire il mantenimento di buone condizioni di sicurezza, ogni volta che intervengano eventi eccezionali che possano avere conseguenze pregiudizievoli per la sicurezza delle attrezzature di lavoro, quali riparazioni, trasformazioni, incidenti, fenomeni naturali o periodi prolungati di inattività“.

Inoltre si evidenzia che

  • secondo il consolidato insegnamento della Corte di legittimità, il datore di lavoro, quale responsabile della sicurezza dell’ambiente di lavoro, è tenuto ad accertare la corrispondenza ai requisiti di legge dei macchinari utilizzati, e risponde dell’infortunio occorso a un dipendente a causa della mancanza di tali requisiti, senza che la presenza sul macchinario della marchiatura di conformità CE o l’affidamento riposto nella notorietà e nella competenza tecnica del costruttore, valgano a esonerarlo dalla sua responsabilità (Cass., Sez. 4, n. 37060/2008, Rv. 241020).
  • […] la responsabilità del costruttore, nel caso in cui l’evento dannoso sia provocato dall’inosservanza delle cautele infortunistiche nella progettazione e fabbricazione della macchina, non esclude la responsabilità del datore di lavoro, sul quale grava l’obbligo di eliminare le fonti di pericolo per i lavoratori dipendenti che debbano utilizzare la predetta macchina e di adottare nell’impresa tutti i più moderni strumenti che la tecnologia offre per garantire la sicurezza dei lavoratori.

[fonte: Olympus.uniurb.it]



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