La tua azienda produce, assembla, importa o distribuisce articoli o prodotti contenenti SVHC presenti nell’elenco di sostanze candidate dell’ECHA in una concentrazione superiore allo 0,1% in peso?

L’unica risposta a questa domanda che ti consente di non dover andare oltre è: no; sono certo che no. Se non lo sai oppure sai che la risposta è affermativa, devi proseguire nella lettura, approfondire e verificare o prepararti a procedere come richiesto.

SCIP: obblighi per le sostanze contenute in articoli

Nell’ambito delle modifiche alla Waste Framework Directive (WFD) del 2018, è stata avviata la creazione di un nuovo database gestito dall’ECHA (European Chemicals Agency) – l’agenzia che per l’Europa si occupa di sostanze chimiche – con lo scopo di garantire trasparenza e informazioni sui prodotti distribuiti in Europa, assicurando una maggiore consapevolezza al consumatore e una migliore gestione dei rifiuti. Questa banca dati nasce con il nome di SCIP, acronimo di Substances of Concern In articles as such in complex objects (Products), ossia Sostanze problematiche in articoli e in oggetti complessi (prodotti).

Prima di addentrarsi ulteriormente nell’argomento è utile chiarire le definizioni di tre termini presenti nel nome del database: Sostanza problematica, articolo e prodotto.

Una sostanza chimica è definita “problematica” (Substance of concern), in contesto europeo, quando presente nella lista delle sostanze candidate SVHC (Substance of Very High Concern). In generale, possono considerarsi SVHC le sostanze con le seguenti proprietà pericolose:

  • Sostanze classificate come cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione (CMR) ai sensi del regolamento CLP (Classification, Labelling and Packaging regulation);
  • Sostanze che sono persistenti, bioaccumulabili e tossiche (PBT) o molto persistenti e molto bioaccumulabili (vPvB) in conformità al regolamento REACH (allegato XIII);
  • Sostanze individuate caso per caso, che dettano un livello di preoccupazione equivalente alle sostanze CMR o PBT/vPvB. 

Un articolo è un oggetto a cui, durante la produzione, sono dati una forma, una superficie o un disegno particolari che ne determinano la funzione in misura maggiore della sua composizione chimica. Per esempio, una bottiglia svolge la sua funzione grazie alla sua forma più che al materiale di cui è composta.

Un prodotto, infine, è un oggetto complesso, ossia costituito da più di un articolo. Negli oggetti complessi, vari articoli possono essere uniti o assemblati in diversi modi. Per esempio, il prodotto “bicicletta” è composta da vari articoli (sella, telaio, pneumatici, ecc…).

Obblighi

Da quando?

Dal 5 gennaio 2021.

Chi è soggetto?

Le aziende che producono, assemblano, importano o distribuiscono articoli o prodotti contenenti SVHC presenti nell’elenco di sostanze candidate dell’ECHA in una concentrazione superiore allo 0,1% in peso sono obbligate ad inviare una notifica allo SCIP, mediante la piattaforma IUCLID.

La banca dati SCIP interesserà esclusivamente i prodotti e gli articoli immessi nel mercato europeo; i produttori esteri che non immettono nel mercato europeo direttamente non sono soggetti alla legge quadro sui rifiuti (WFD), e non hanno alcun obbligo nei confronti dell’ECHA, ma è dovere dell’importatore europeo assicurarsi che il produttore sia in grado di fornirgli nel modo più trasparente possibile tutti i dati di cui ha bisogno per la notifica allo SCIP.

Sono inoltre esclusi da qualsiasi obbligo nei confronti della banca dati SCIP i rivenditori al dettaglio, ossia quelle attività che vendono esclusivamente al consumatore.

Quali informazioni devono essere fornite?

Le seguenti informazioni:

  • Identificazione dell’articolo o del prodotto: cos’è, a cosa serve;
  • Il nome, l’intervallo di concentrazione e l’ubicazione delle SVHC presenti nell’articolo o nel prodotto;
  • Altre informazioni che consentano l’uso sicuro dell’articolo o del prodotto, in particolare che ne garantiscano la corretta gestione quando viene smaltito.

Rifiuti

La banca dati SCIP non impone obblighi né al consumatore né al gestore dei rifiuti. Si tratta di una banca dati aperta a tutti, per rendere disponibili ulteriori informazioni per aiutare il settore dello smaltimento a migliorare le attuali pratiche di gestione dei rifiuti e a promuovere l’uso dei rifiuti come risorse.

Infatti potrà fornire sostegno nell’isolamento dei rifiuti contenenti SVHC, nello smontaggio e nelle operazioni di cernita e potrà contribuire all’innovazione e allo sviluppo di nuove tecnologie di gestione dei rifiuti. Inoltre, la maggiore trasparenza introdotta dalla banca dati SCIP in merito alle sostanze chimiche pericolose contenute nei prodotti aiuterà i consumatori a compiere scelte più consapevoli quando acquistano i prodotti e offre informazioni su come utilizzarli e smaltirli al meglio.

Supporto

Sul canale YouTube ufficiale dell’ECHA (EUChemicals) sono presenti video tutorial e webinars sugli scopi e le modalità di utilizzo della piattaforma, di cui sotto si riportano alcuni esempi.

Ti serve aiuto? Contattaci!

  • Who needs to notify to the SCIP database?
  • Demo: How to notify articles containing substances of very high concern – Tommy Hägg, Clara Rueda

[a cura di: Dott. Andrea Tavaroli, Syrios Srl]

Pagine a cura di:

Via M. Teresa di Calcutta, 4/E
46023 Gonzaga (Mantova)
www.syrios.it - info@syrios.it


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