CEI 11-27: ruoli, distanze e gestione del rischio elettrico
L’entrata a regime della nuova edizione della norma CEI 11-27 segna una svolta nell’organizzazione della sicurezza per i lavori elettrici e per tutte le attività connesse. Con la conclusione del periodo transitorio, l’aggiornamento tecnico diventa l’unico riferimento operativo per la regola dell’arte.
La norma non rappresenta un mero adempimento formale, ma un’evoluzione gestionale che impone di superare la genericità procedurale per approdare a un’individuazione puntuale delle responsabilità e a una rigorosa analisi del rischio sul campo.

La ridefinizione delle figure e delle responsabilità
Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda l’assetto organizzativo aziendale. La norma recepisce l’aggiornamento dello standard europeo EN 50110-1 e abbandona il concetto impersonale di “unità”, identificando soggetti fisici specifici.
Dal concetto di unità al referente designato
La precedente figura dell’URI (unità responsabile dell’impianto) viene sostituita dal GI (gestore dell’impianto elettrico). Il GI è la persona fisica a cui fa capo la responsabilità complessiva dell’esercizio in sicurezza e del mantenimento dell’impianto.
Allo stesso modo, l’URL (unità responsabile della realizzazione del lavoro) evolve nella figura del GL (gestore programmazione lavoro). Il GL assume la pianificazione, la preparazione e l’organizzazione esecutiva dell’attività lavorativa prima dell’avvio degli interventi.
Il coordinamento operativo sul campo
Sul piano esecutivo, scompare il PL (preposto ai lavori), sostituito formalmente dall’RLE (responsabile del lavoro elettrico). Questa modifica risolve storiche sovrapposizioni concettuali e giuridiche con la figura del preposto generale di cui all’art. 19 del D. Lgs. 81/08.
L’RLE è il referente operativo sul campo incaricato di condurre i lavori e garantire l’adozione delle misure di sicurezza concordate con l’RI (responsabile dell’impianto).
Viene inoltre formalizzato l’acronimo LAV per designare il lavoratore operativo che esegue materialmente le attività, operando sotto la diretta guida dell’RLE. Resta invariata la figura della PEC (persona comune), priva di competenze elettriche specifiche, verso la quale devono essere predisposte adeguate cautele di interdizione o scorta.
Qualifiche PES, PAV e idoneità PEI
L’attribuzione dei profili professionali resta una prerogativa del datore di lavoro, che deve formalizzarla per iscritto. La PES (persona esperta) richiede una solida base teorico-scolastica in ambito elettrico, un’esperienza pratica consolidata e una maturità personale e psicologica adeguata a fronteggiare anomalie ed emergenze.
La PAV (persona avvertita) possiede competenze idonee a comprendere i rischi e a evitarli, pur mancando di uno dei requisiti completi previsti per la PES.
La qualifica di PEI (persona idonea) attesta la capacità tecnica a operare specificamente sotto tensione in bassa tensione. La nomina deve precisare in modo analitico le tipologie di apparecchiature e le metodologie di lavoro per le quali il lavoratore è abilitato.
Distanze di lavoro e nuovi allegati tecnici
L’approccio alla delimitazione delle aree operative supera la logica delle sole distanze geometriche fisse, introducendo il concetto dinamico di spazio di lavoro.
Il calcolo dinamico della distanza Dw
La norma dettaglia la formulazione della distanza di lavoro minima (Dw). Essa non coincide più con una misura fissa, ma viene determinata sommando alla distanza limite (Dl o Dv) una quota ergonomica (E), calcolata per prevenire movimenti imprevisti del corpo, e la dimensione (L) degli attrezzi o delle macchine manovrate.
Il calcolo della distanza Dw è affidato a personale qualificato (PES o professionista incaricato). Questo criterio si applica obbligatoriamente anche alle attività non elettriche che si svolgono in prossimità di parti attive, come potature, tinteggiature o cantieri edili con macchine operatrici.
Rischio arco elettrico e gestione delle emergenze
La valutazione del rischio da arco elettrico assume un ruolo centrale. Tale fenomeno, per quanto discontinuo, comporta conseguenze distruttive dovute all’irraggiamento termico, allo sviluppo di pressioni elevate, alla proiezione di metalli fusi e allo shock acustico ed ottico.
I nuovi allegati tecnici impongono la definizione preventiva di DPI specifici anti-arco (visiere protettive certificate, tute ignifughe a protezione termica, otoprotettori), superando l’affidamento ai soli guanti isolanti tradizionali che non proteggono dalle calorie sprigionate dall’arco.
Parallelamente, per gli interventi a maggior rischio devono essere formalizzate procedure di emergenza scritte, che stabiliscano canali di comunicazione immediati tra gli operatori e sequenze di disconnessione rapida dell’impianto.
Il valore operativo delle procedure aziendali
Il rischio elettrico è per sua natura privo di indici visivi o acustici immediati prima del contatto o della scarica. L’abitudine a compiere manovre senza incidenti può generare una pericolosa sottovalutazione del pericolo.
Le procedure operative scritte trasformano le sequenze di messa in sicurezza (sezionamento, blocco, verifica di assenza di tensione, messa a terra e in cortocircuito) in prassi consolidate e automatiche.
Schede operative sintetiche e check-list di reparto permettono agli operatori di azzerare i comportamenti a rischio anche durante interventi ripetitivi o manutenzioni straordinarie urgenti.
Cosa devono fare le aziende: adempimenti e azioni
Per allineare il sistema di gestione del rischio elettrico alla norma tecnica vigente, i datori di lavoro e i responsabili del servizio di prevenzione e protezione devono pianificare interventi mirati.
Attività obbligatorie:
- se necessario revisione del documento di valutazione dei rischi (DVR) con integrazione specifica della valutazione del rischio da arco elettrico;
- adeguamento e formalizzazione scritta degli incarichi aziendali secondo la nuova nomenclatura (GI, GL, RI, RLE).
- rilascio o rinnovo formale per iscritto delle qualifiche PES, PAV e dell’idoneità ai lavori sotto tensione PEI con indicazione puntuale del campo di applicazione.
- rispetto della periodicità quinquennale di aggiornamento formativo teorico per il personale qualificato (durata minima 4 ore) integrata dall’addestramento pratico documentato.
Attività consigliate:
- audit documentale per verificare la corrispondenza tra le procedure di lavoro adottate nei reparti e i nuovi schemi operativi previsti dalla norma.
- redazione di istruzioni operative semplificate a vista, da posizionare in prossimità delle cabine elettriche e dei quadri generali di distribuzione.
- verifica sistematica della dotazione e dello stato di conservazione dei DPI anti-arco e degli attrezzi isolati in dotazione alle squadre di manutenzione interna.
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[A cura di: Dott. Matteo Melli – Syrios Srl]












