RENTRI: parte il terzo scaglione
Dopo il coinvolgimento delle grandi e medie aziende, dicembre segna l’apertura della finestra di iscrizione per il terzo scaglione RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti).
Si tratta di una chiamata all’azione che coinvolge migliaia di microimprese, artigiani e professionisti che fino ad oggi erano rimasti in attesa.
Vediamo a grandi linee chi è coinvolto, le scadenze e le nuove modalità operative.

Il terzo scaglione: chi deve iscriversi?
Il sistema RENTRI, introdotto per sostituire progressivamente il cartaceo e garantire una maggiore trasparenza nella gestione dei rifiuti, ha seguito una logica graduale. Archiviati i primi due gruppi, ora l’attenzione si sposta sulle realtà più piccole. Nello specifico, l’obbligo di iscrizione in questa finestra temporale riguarda:
- Enti e imprese produttori iniziali di rifiuti pericolosi con un numero di dipendenti inferiore o uguale a 10.
- Produttori di rifiuti pericolosi non rientranti in organizzazioni di ente o impresa (ad esempio liberi professionisti, operatori economici individuali, aziende agricole con specifici volumi d’affari che producono rifiuti pericolosi).
È fondamentale una precisazione per evitare allarmismi ingiustificati: le imprese con meno di 10 dipendenti che producono esclusivamente rifiuti non pericolosi non sono tenute all’iscrizione al RENTRI (salvo adesione volontaria), pur dovendo continuare a gestire i propri rifiuti secondo le normative vigenti.
Le date da segnare in agenda
Per i soggetti sopra indicati, la finestra temporale per l’iscrizione si apre ufficialmente il 15 dicembre 2025 e si chiuderà inderogabilmente il 13 febbraio 2026.
Non si tratta solo di una formalità amministrativa: l’iscrizione determina l’avvio della gestione digitale. Dalla data di avvenuta iscrizione, infatti, scatta l’obbligo di tenuta del registro di carico e scarico in formato digitale. Questo significa che i vecchi registri cartacei vidimati in Camera di Commercio andranno dismessi (o meglio, chiusi e conservati) per passare alla compilazione telematica o tramite software gestionali interoperabili.
Costi e modalità operative
L’iscrizione prevede il versamento di diritti di segreteria e di un contributo annuale.
Per le microimprese e i produttori di rifiuti pericolosi di questo scaglione, gli importi sono stati definiti in misura ridotta rispetto alle grandi aziende: si parla di un diritto di segreteria fisso (una tantum) di 10 euro e di un contributo annuale di 15 euro per il primo anno (che scende a 10 euro per le annualità successive).
I pagamenti dovranno essere effettuati esclusivamente tramite la piattaforma PagoPA. Per operare sul portale sarà necessario che il legale rappresentante (o un suo delegato) acceda tramite strumenti di identità digitale (SPID, CIE o CNS).
FIR Digitale: la vera rivoluzione del 2026
Oltre all’iscrizione e al registro digitale, l’altra grande novità che attende le aziende del terzo scaglione (e tutte quelle già iscritte) è l’entrata in vigore del Formulario di Identificazione del Rifiuto (FIR) in formato digitale.
A partire dal 13 febbraio 2026, la carta sparirà anche per il trasporto dei rifiuti. I formulari dovranno essere emessi digitalmente tramite il portale RENTRI o i software gestionali, e la copia cartacea che accompagna il trasporto sarà sostituita da una riproduzione digitale (o cartacea con QR code) che permetterà agli organi di controllo di verificare i dati in tempo reale.
Ulteriori novità in tema RENTRI
Con l’avvicinarsi della scadenza finale del periodo transitorio, il Ministero e l’Albo Nazionale Gestori Ambientali hanno intensificato il rilascio di strumenti di supporto:
- Ambiente DEMO: è stato aggiornato l’ambiente dimostrativo del portale, permettendo alle aziende e ai consulenti di simulare l’emissione dei nuovi FIR digitali e prendere confidenza con l’APP RENTRI per la vidimazione virtuale, evitando errori quando il sistema andrà “live” a febbraio.
- Interoperabilità: sono state rilasciate nuove specifiche tecniche per facilitare il dialogo tra i software gestionali privati e la piattaforma ministeriale, nodo cruciale per automatizzare i processi ed evitare il doppio inserimento dei dati.
Attività consigliate per le aziende
Attenzione! In vista del 15 dicembre, per le microimprese è essenziale non farsi trovare impreparate.
Le sanzioni per mancata o ritardata iscrizione possono essere rilevanti, ma i rischi maggiori derivano da una gestione operativa non conforme.
Ecco alcuni passaggi fondamentali consigliati:
- Verifica dei codici CER e delle caratteristiche di pericolo: accertarsi se l’azienda produce rifiuti classificati come pericolosi. Se si producono solo rifiuti non pericolosi e si hanno meno di 10 dipendenti, l’obbligo non sussiste.
- Controllo credenziali: assicurarsi di essere in possesso di strumenti di identità digitale validi (SPID, CIE o CNS) del legale rappresentante, necessari per l’accesso al portale.
- Delega al consulente: per le realtà meno strutturate, la gestione diretta del portale può risultare complessa. È possibile (e spesso consigliato) delegare l’operatività a soggetti terzi qualificati. Il supporto di una società di consulenza ambientale come Syrios Srl permette di delegare l’iscrizione e la successiva gestione dei registri, garantendo la conformità normativa senza appesantire l’operatività aziendale.
- Formazione: anche se si delega, il personale interno deve essere istruito sulle nuove modalità di gestione dei rifiuti in azienda (es. come gestire la vidimazione virtuale prima che il trasportatore parta).
Attenzione! Da non dimenticare:
-> Rentri e conservazione digitale
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[A cura di: Dott. Matteo Melli – Syrios Srl]












