Con la Delibera n. 828 del 12 giugno 2017, la regione Emilia-Romagna ha pubblicato le “Linee guida regionali per la sorveglianza e il controllo della legionellosi”. Tali linee guida recepiscono quelle nazionali pubblicate dal Ministero della Salute nel 2015 e forniscono elementi specifici per l’applicazione delle stesse nel territorio regionale.

Rischio biologico e Legionella: disposizioni Emilia Romagna

Legionella pneumophila

Foto di Arek Socha da Pixabay

La legionellosi è una malattia, in alcuni casi purtroppo mortale, che insorge in seguito all’inalazione di aerosol (gocciole di acqua sospese nell’aria) contaminata dal batterio Legionella pneumophila. Tale batterio è un bacillo gram-negativo che si moltiplica a temperature comprese tra i 25 e i 45°C in presenza di stagnazioni o incrostazioni e si può riscontrare sia in ambienti acquatici naturali (ad es. laghi o paludi) o all’interno di impianti artificiali nei quali l’acqua ha la possibilità di ristagnare (ad es. all’interno delle tubazioni di un impianto di climatizzazione). In seguito all’inalazione di aerosol contaminata dal batterio Legionella pneumophila si possono sviluppare due malattie distinte:

  • la legionellosi (chiamata anche “malattia dei Legionari”): si tratta della forma più severa dell’infezione e si manifesta con polmonite, febbre alta, tosse e raffreddore. Non è contagiosa ma ha un tasso di mortalità variabile tra il 10 e il 15%;
  • febbre di Pontiac: si tratta di una forma simil-influenzale (febbre, malessere generale, cefalea) i cui sintomi si risolvono nell’arco di 2-5 giorni.

Il rischio di contrarre la legionellosi è più presente di quel che si pensi, basti pensare che secondo una stima dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità), tra il 2000 e il 2019 in Italia si sono verificati circa 18.000 casi di legionellosi.

Linee Guida Regione Emilia-Romagna

Le linee guida della Regione Emilia-Romagna contengono importanti indicazioni per:

  • i progettisti e gli installatori di impianti idrico-sanitari, impianti aeraulici, torri di raffreddamento, ecc. Oltre a contenere indicazioni sulla progettazione e la realizzazione dei nuovi impianti, le linee guida elencano i sistemi di disinfezione (fisici e chimici) che si possono applicare per evitare la formazione e la proliferazione del batterio legionella pneumophila in relazione alla tipologia di impianto installato;
  • i proprietari/gestori di impianti idrico-sanitari, impianti aeraulici, torri di raffreddamento, ecc., per una corretta gestione degli stessi ed una adeguata valutazione del rischio;
  • il Dipartimento di Sanità Pubblica, in merito alla sorveglianza epidemiologica e alle procedure e alle indagini da applicare in seguito alla segnalazione di un caso di Legionellosi.

Di seguito andremo ad analizzare le modalità di gestione i protocolli di controllo del rischio “Legionellosi” richiamati nelle Linee Guida.

Gestione degli impianti

IMPIANTI IDRICO-SANITARI

Per quanto concerne gli impianti idrico-sanitari le Linee Guida rivolgono indicazioni molto utili a tutti i gestori. Tra le indicazioni più rilevanti troviamo:

  • temperatura: considerando l’intervallo di temperatura ottimale per la legionella pneumophila (compreso tra 25 e 45°C), tutti i gestori devono fare in modo che la temperatura dell’acqua fredda non superi mai i 20°C e che la temperatura di erogazione dell’acqua calda sanitaria non scenda mai al di sotto dei 50°C. In quest’ultimo caso, per evitare il rischio ustioni negli utilizzatori, le linee guida consigliano l’installazione di rubinetti dotati di valvola termostatica;
  • ispezioni periodiche: le linee guida richiedono di ispezionare periodicamente l’interno dei serbatoi di acqua fredda e, in presenza di depositi o sporcizia, effettuare la pulizia degli stessi. Inoltre, i serbatoi dell’acqua sanitaria devono essere ispezionati mensilmente;
  • disinfezione: i serbatoi dell’acqua fredda devono essere disinfettati con 50 mg/l di cloro residuo libero per un’ora almeno una volta all’anno. I bollitori/serbatoi di accumulo dell’acqua calda sanitaria (compresi i boiler elettrici), invece, vanno svuotati e disinfettati almeno due volte all’anno;
  • erogatori: in tutte le strutture recettive, prima che le camere vengano rioccupate da nuovi ospiti, è necessario far scorrere l’acqua da tutti gli erogatori presenti per almeno 5 minuti. Inoltre, le docce, i diffusori e i rompigetto dei rubinetti devono essere mantenuti puliti e privi di incrostazioni.

IMPIANTI AERAULICI

Per tutti gli impianti aeraulici è necessario:

  • effettuare ispezioni tecniche finalizzate a rilevare il corretto funzionamento, ai sensi dell’Accordo Stato Regioni del 7 febbraio 2013;
  • effettuare visite di controllo periodiche su filtri, batterie di scambio termico, umidificatori, ecc. per accertarne le condizioni igienico-sanitarie.

IMPIANTI DI RAFFREDDAMENTO A TORRI DI EVAPORAZIONE E CONDENSATORI EVAPORATIVI

Per i condensatori evaporativi e le torri di raffreddamento le Linee Guida della Regione Emilia-Romagna prevedono:

  • analisi microbiologiche periodiche dell’acqua utilizzata;
  • sottoporre l’acqua di raffreddamento ad un apposito trattamento, finalizzato sia a ridurre il rischio di incrostazioni e corrosioni dell’impianto che a minimizzare la probabilità di sviluppo microbico;
  • effettuare interventi di pulizia, drenaggio e disinfezione del sistema installato:
    • prima del collaudo;
    • all’inizio e alla fine della stagione di raffreddamento;
    • prima e dopo un lungo periodo di inattività;
    • in caso di utilizzo continuativo dell’impianto, almeno due volte all’anno.

PISCINE E IDROMASSAGGI ALIMENTATI AD ACQUA DOLCE

In tutte le strutture recettive in cui sono presenti piscine e/o idromassaggi alimentati con acqua dolce è necessario:

  • dotare le piscine di apposito filtro a sabbia, da lavare in contro corrente quotidianamente;
  • trattare in continuo l’acqua della piscina con un biocida ossidante (ad es. cloro);
  • lasciare in funzione 24 ore al giorno le pompe ed i sistemi di disinfezione;
  • sottoporre le vasche idromassaggio a controlli da parte di personale esterno, il quale dovrà effettuare operazioni di pulizia e corretta conduzione igienica sull’acqua utilizzata.

I gestori di tutti gli impianti appena elencati hanno l’obbligo di conservare tutta la documentazione inerente a modifiche impiantistiche, interventi di manutenzione (ordinari e straordinari) e operazioni di pulizia e disinfezione e metterla a disposizione in caso di controllo da parte degli Organi di Controllo.

Protocolli di controllo del rischio

Per prevenire il rischio di Legionellosi, le Linee Guida della Regione Emilia-Romagna individuano nella valutazione del rischio uno strumento fondamentale sia per individuare le potenziali criticità di un impianto e le sue conseguenze, sia le corrette modalità di gestione del rischio. Al termine del processo di valutazione del rischio, è necessario che ciascun gestore rediga il Documento di Valutazione del Rischio, comprensivo delle misure da mettere in atto per minimizzare e controllare adeguatamente il rischio Legionellosi (Piano di controllo). Per poter effettuare una adeguata valutazione del rischio, è necessario partire da una accurata ispezione degli impianti a rischio (impianti idrico-sanitari, impianti aeraulici, eventuali piscine e idromassaggi alimentati ad acqua dolce). Tale ispezione ha l’obiettivo di individuare tutte le criticità in relazione alle modalità di esercizio e manutenzione degli impianti.

STRUTTURE SANITARIE

All’interno di ospedali, case di riposo, residenze sanitarie assistenziali (RSA), ecc. il rischio è legato principalmente agli impianti idrici e aeraulici. Per controllare efficacemente il rischio, le Linee Guida della Regione Emilia-Romagna prevedono che:

  • ogni struttura sanitaria deve dare vita ad un Gruppo di lavoro multidisciplinare che definisca il programma di controllo del rischio Legionellosi;
  • il Programma di controllo deve essere definito annualmente;
  • all’interno del Programma di controllo deve essere definito un piano di campionamenti ambientali. In particolare, nei reparti che ospitano pazienti a rischio molto elevato i campionamenti devono avvenire con cadenza quantomeno trimestrale, in tutti gli altri reparti è raccomandata un campionamento ogni 6 mesi;
  • redigere e revisionare la valutazione del rischio con periodicità annuale (salvo modifiche rilevanti negli impianti presenti).

STRUTTURE TURISTICO-RECETTIVE

Nelle strutture turistico-recettive, gli elementi di rischio possono variare molto a seconda della tipologia e dell’organizzazione della struttura stessa.

Le Linee Guida della Regione Emilia-Romagna impongono ai gestori di strutture turistico-recettive di:

  • individuare e nominare un responsabile per la gestione del rischio;
  • effettuare specifici campionamenti per rintracciare la presenza del batterio legionella pneumophila all’interno dell’impianto idrico-sanitario. In particolare, i campionamenti devono essere effettuati:
    • prima di effettuare un intervento di pulizia o disinfezione o, in alternativa a distanza di un tempo congruo della sua esecuzione per attestarne l’efficacia;
    • per le strutture a funzionamento stagionale, sempre prima della loro riapertura;
  • effettuare un campionamento ogni tre mesi nelle vasche idromassaggio;
  • effettuare e revisionare la valutazione del rischio almeno ogni due anni (salvo modifiche rilevanti negli impianti presenti).

STABILIMENTI TERMALI

Negli stabilimenti termali il rischio varia molto a seconda delle caratteristiche delle acque minerali termali utilizzate (temperatura, presenza di flora batterica, ecc.). In caso di contaminazione, il rischio di trasmissione risulta essere maggiore durante l’esecuzione di cure termali o durante l’utilizzo di bagni con idromassaggio o docce d’annettamento (le docce che servono per eliminare i residui di fango in seguito alla fangoterapia – ndr). Analogamente alle strutture turistico-recettive, anche il gestore di uno stabilimento termale ha l’obbligo di nominare un responsabile per la gestione del rischio.

Tra gli aspetti più rilevanti che vengono elencati nelle Linee Guida della Regione Emilia-Romagna troviamo:

  • necessità di effettuare un monitoraggio microbiologico degli impianti termali almeno ogni 6 mesi e tutte le volte che l’attività venga ripresa in seguito ad un periodo di chiusura;
  • tutti gli impianti utilizzati per le cure inalatorie individuali devono essere sottoposti settimanalmente a interventi di sanificazione;
  • a differenza delle strutture turistico-recettive, negli stabilimenti termali la valutazione del rischio deve essere aggiornata ogni anno e ogni volta che ci siano delle modifiche negli impianti.

E in tutte le altre aziende?

Le Linee Guida della Regione Emilia-Romagna espongono in maniera molto dettagliata gli obblighi e le indicazioni solamente per le attività sopra elencate. Tuttavia, all’interno delle Linee Guida si specifica che, in tutte le aziende o strutture in cui sono presenti impianti potenzialmente a rischio Legionellosi, è necessario predisporre la valutazione del rischio, da aggiornare ogni 2 anni, nominare un responsabile per la gestione del rischio e mettere in atto adeguate misure di gestione degli impianti (analizzate in precedenza).

Infine, le Linee Guida ricordano che, in tutte le aziende in cui non sono presenti gli impianti “critici” elencati in precedenza ma che prevedono l’utilizzo di acqua, in particolar modo nebulizzata (ad es. addetti autolavaggi, Vigili del Fuoco, giardinieri, operatori ecologici durante la pulizia delle strade con acqua in pressione, ecc.), il Datore di Lavoro ha l’obbligo di effettuare la Valutazione dei rischi, ai sensi del D.lgs. 81/2008 e di revisionarla almeno ogni 3 anni.

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