Negli ultimi mesi, con l’avvento della pandemia, il controllo della temperatura corporea è diventato un pensiero quotidiano nella vita di tutti, dal momento che uno dei sintomi di esordio della sindrome COVID – 19 è la comparsa di febbre 37,5 °C, rendendolo di fatto uno strumento fondamentale per l’identificazione tempestiva dei soggetti infetti.

Temperatura corporea: sempre uguale?

La temperatura corporea di un individuo in salute si attesta tra i 36,5 e i 37,5 °C, questo valore però varia da individuo a individuo e anche nello stesso soggetto. La temperatura del corpo, infatti, è soggetta a variazioni che sussistono in risposta ad eventi come attività fisica, stress o ansia, terapie ormonali, ambientali e per le donne in corrispondenza del periodo dell’ovulazione o in caso di assunzione di contraccettivi.

Varia anche a seconda del momento della giornata, avendo il minimo alle prime ore del mattino e il massimo a metà pomeriggio. Quando la temperatura del corpo si spinge oltre i 37,5 °C è ragionevole però pensare che l’aumento di temperatura sia la risposta ad uno stato patologico, atta ad accelerare il metabolismo e a potenziare l’azione del sistema immunitario.

Metodo di misurazione

La determinazione della temperatura corporea si effettua tradizionalmente attraverso l’utilizzo di termometri “da contatto” (ad esempio nel cavo orale, come nell’incavo ascellare o inguinale), che sono incompatibili con i principi del distanziamento sociale. Inoltre, nonostante i metodi tradizionali offrano una maggiore accuratezza nella misura, sicuramente soffrono dello svantaggio di essere invasivi, lenti e skill-dependent, ossia il cui risultato è molto legato alla modalità e alla correttezza della misura.

L’utilizzo di termometri a infrarossi (IR) senza contatto è l’alternativa più pratica, rapida e igienica agli strumenti tradizionali, ma soffrono di un’accuratezza decisamente minore.

Di seguito alcune indicazioni, fornite dall’INAIL, per un corretto utilizzo di questo strumento.

Termometri IR: l’errore

I termometri IR, o termoscanner, sono strumenti portatili in grado di determinare la temperatura di un corpo in base all’emissione di energia termica (infrarosso) dello stesso. I termometri a infrarosso per uso umano forniscono misurazioni nell’intervallo compreso tra 32°C e 42°C con un errore sulla misura che può arrivare fino a ± 1°C.  Per arginare questo errore è necessario considerare tre parametri principali: la distanza, la superficie e l’ambiente di misura.

Distanza di misura

La distanza del dispositivo dalla superficie di misura influenza la quantità di radiazione infrarossa captata dal sensore; più ci si allontana dalla sorgente, più l’energia rilevata dal sensore sarà minore per effetto della dispersione termica; inoltre, la rilevazione termica è effettuata misurando la temperatura media di una superficie circolare, attorno al punto verso cui lo strumento è orientato, la cui area è tanto più grande quanto maggiore è la distanza dal termometro.

Ogni termometro possiede un coefficiente ottico, indicato con D:S (distance to spot), che individua il rapporto tra la distanza del sensore termometrico e il diametro della superficie analizzata.

In generale, è sufficiente porsi ad una distanza variabile da 1 a 5 cm per la fronte e da 1 a 3 cm per il polso, per rilevare la temperatura in modo appropriato; tuttavia, è sempre consigliato consultare il libretto d’uso dello strumento per conoscere la distanza ideale di misurazione.

Superficie di misurazione

La superficie di misurazione è un altro importante parametro da considerare dal momento che la temperatura della pelle varia molto in base alla posizione. Le zone più significative sono individuate nella porzione centrale della fronte, sul collo in corrispondenza dell’arteria carotidea esterna e nella piega interna del polso.

Ambiente di misura

La temperatura corporea interna è relativamente stabile intorno ai 37 °C mentre la temperatura cutanea varia molto in base alle condizioni ambientali esterne e all’attività fisica.

Per questo motivo è importante, prima di effettuare la misura, lasciare acclimatare il soggetto all’ambiente di misura. Analoga considerazione vale per lo strumento, che deve essere mantenuto nell’ambiente di misura per almeno 10 – 15 minuti prima delle determinazioni, in modo da permettergli di raggiungere una condizione di equilibrio termico con l’ambiente.

Una volta presa consapevolezza delle considerazioni descritte, rimane il principio di buona pratica di ripetere la misurazione almeno due volte, mantenendo ovviamente lo stesso punto di misura. Superata la soglia di 37 °C, se le due misure dovessero essere differenti tra loro di 0,5 °C o più, ovvero almeno uno dei due valori misurati supera i 37,5 °C è necessario ripetere la rilevazione, effettuando nuovamente una doppia rilevazione. Effettuata la seconda fase di rilevazione, se anche una sola delle due misure acquisite superasse la soglia dei 37,5°C, è da considerare superata tale soglia.

In sintesi

Di seguito i punti chiave per una corretta misurazione della temperatura corporea mediante un termometro ad infrarossi:

Caratteristiche dello strumento

  • Operare con un dispositivo medico con marchio CE con grado di precisione medicale II a/b.

Procedura

  • Accendere lo strumento almeno 10 minuti prima dell’uso per permettere il raggiungimento dell’equilibrio termico.
  • Far accedere i soggetti uno alla volta e permettere a ciascun individuo di stazionare nel check-point qualche minuto, per acclimatarsi alla temperatura dell’ambiente prima che venga eseguita la misura.
  • Eseguire la misurazione su tutti i soggetti nella stessa area corporea.
  • L’operatore preposto deve eseguire la misurazione sempre alla stessa distanza dal soggetto in accordo con il D:S dello strumento in possesso. Tipicamente si considerano corretti 3-5 cm dalla fronte e 1-3 cm per il polso. Seguire comunque le informazioni contenute nel libretto d’uso del dispositivo.
  • Ripetere la misura due volte per minimizzare possibili errori di rilevazione e prendere per buono il valore più alto. Superata la soglia di 37°C, se le due misure dovessero essere differenti tra loro di 0,5 °C o più, ovvero almeno uno dei due valori misurati supera i 37,5 °C, è necessario ripetere la rilevazione, effettuando nuovamente una doppia rilevazione.
  • Tenere sempre presente che la temperatura normale dell’individuo in stato di salute, misurata con termometri IR, varia tra 35°C e 37 °C. Valori sensibilmente differenti da questi, oltre ad individuare potenziali soggetti con patologia febbrile in corso, potrebbero essere sintomo di un difetto del dispositivo o di un errore di misurazione.

Per maggiori dettagli:

[A cura di: Dott. Andrea Tavaroli – Syrios Srl]

Pagine a cura di:

Via M. Teresa di Calcutta, 4/E
46023 Gonzaga (Mantova)
www.syrios.it - info@syrios.it


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