Rischio di fulminazione

Un aspetto talvolta poco approfondito nell’ambito della valutazione dei rischi ai sensi del DLgs 81/2008 è il rischio di fulminazione da scariche atmosferiche. Considerando l’assoluta imprevedibilità e gli effetti, spesso devastanti, che possono essere provocati a persone, strutture e impianti da un fulmine, risulta fondamentale valutare correttamente il rischio in modo da capire quali misure di prevenzione e protezione mettere in atto.  

Valutazione del rischio di fulminazione: è obbligatoria?

Come definito dagli articoli 80 e 84 del D.lgs. 81/2008, il datore di lavoro ha l’obbligo di provvedere affinché gli edifici, gli impianti, le strutture e le attrezzature siano protetti dagli effetti della fulminazione (diretta o indiretta). Per questo motivo, in capo ad egli vige l’obbligo di redigere un documento di valutazione del rischio di fulminazione, il quale diventerà parte integrante del documento di valutazione dei rischi (DVR)

Come effettuare la valutazione?

Una metodologia molto efficace che consente di stimare il rischio di fulminazione è quella suggerita dalla norma CEI EN 62305-2 (CEI 81-10/2). La procedura contenuta in tale norma è però molto complessa e articolata e, pertanto, è necessario che venga utilizzata da persone con competenze specifiche ed esperienza in merito all’argomento.

Seguendo la norma CEI EN 62305-2, che analizza sia il caso di fulminazione diretta, sia quello di fulminazione indiretta (ovvero quando un fulmine si scarica a terra in prossimità della struttura analizzata), la valutazione porterà ad uno dei seguenti esiti:

  • se il rischio di fulminazione risulta maggiore rispetto al valore di rischio tollerabile (definito dalla stessa CEI EN 62305-2), la struttura analizzata richiede l’adozione di specifiche misure di protezione, ad esempio dispersori, captatori, gabbie di Faraday, ecc.;
  • se il rischio di fulminazione risulta minore rispetto al valore di rischio tollerabile, la struttura viene definita autoprotetta e non è richiesto alcun intervento specifico.

La mia valutazione è antecedente al 2014: è ancora valida?

Il primo marzo 2013 è entrata in vigore la nuova edizione della norma CEI EN 62305-2; a partire dal 30 giugno 2014, invece, è stata abrogata la guida CEI 81-3 che indicava il numero medio di fulmini a terra per anno per chilometro quadrato dei diversi comuni italiani.

Pertanto, per tutti gli edifici esistenti nei quali la valutazione era stata redatta in conformità alle normative precedenti, è obbligatorio aggiornare la valutazione del rischio di fulminazione in conformità alla nuova edizione della norma CEI EN 62305-2 e alla nuova “mappa di fulminazione”, reperibile dal sito del CEI, dalla quale ricavare il numero medio aggiornato di fulmini a terra all’anno per chilometro quadrato.

[a cura di: Ing. Davide Marcheselli – Syrios Srl]

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